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Bioenergia, biomagnetismo e forze planetarie

Nel nostro secolo sono avvenuti grandi cambiamenti in tutti gli ambiti della vita umana. Forse i più spettacolari hanno riguardato la fisica. In precedenza,…

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Nel nostro secolo sono avvenuti grandi cambiamenti in tutti gli ambiti della vita umana.

Forse i più spettacolari hanno riguardato la fisica. In precedenza, la fisica newtoniana forniva spiegazioni verificabili e prevedibili della meccanica dei fenomeni percepiti dai sensi corporei. Le leggi di Newton, pur applicabili al mondo sensibile, non riuscivano a spiegare le osservazioni a livello atomico e subatomico. Per interpretare i fenomeni di questi livelli occorreva formulare nuove teorie e nuove leggi. Einstein, Heisenberg e altri interpretarono tali fenomeni sviluppando nuovi concetti, oggi noti come «teoria dei campi», «teoria quantistica» e «teoria della relatività». La teoria classica del campo, l’elettrodinamica, si è però fusa con la teoria quantistica in una nuova teoria chiamata «elettrodinamica quantistica», che descrive tutte le interazioni elettromagnetiche tra le particelle subatomiche.

Questa teoria comprende sia la teoria quantistica sia la relatività. È stata il primo modello quantistico relativistico della fisica moderna e rimane quello di maggior successo.

La visione classica e meccanicistica del mondo si basava sulla concezione di particelle solide e indistruttibili in movimento nello spazio. La fisica moderna ha portato a una revisione radicale di questa immagine. Non ha soltanto introdotto una concezione completamente nuova delle particelle, ma ha anche trasformato profondamente il concetto classico di vuoto. Questa trasformazione è avvenuta attraverso le cosiddette teorie dei campi.

Il concetto di campo è stato introdotto nel 19° secolo da Faraday e Maxwell per descrivere le forze esistenti tra cariche e correnti elettriche. Un campo elettrico è uno stato dello spazio attorno a un corpo carico che esercita una forza su qualsiasi altra carica presente in quello spazio. I campi elettrici sono quindi creati da corpi carichi e il loro effetto può essere avvertito soltanto da corpi carichi. I campi magnetici sono prodotti da cariche in movimento, cioè da correnti elettriche, e le forze magnetiche che generano possono essere avvertite soltanto da altre cariche in movimento. Nell’elettrodinamica classica, teoria sviluppata da Faraday e Maxwell, i campi sono entità fisiche fondamentali e possono essere considerati senza riferimento ai corpi materiali. I campi elettrici e magnetici pulsanti possono viaggiare nello spazio sotto forma di onde radio, fenomeni fotovoltaici e altri tipi di radiazione elettromagnetica. La teoria della relatività ha perfezionato la struttura dell’elettrodinamica, unificando i concetti di carica e corrente, campo elettrico e campo magnetico. Poiché ogni movimento è relativo, anche ogni carica può assumere la forma di una corrente e di un dipolo magnetico, in un sistema di riferimento nel quale la carica si muove rispetto all’osservatore; di conseguenza, il campo elettrico può assumere la forma di un campo magnetico. Secondo la teoria della relatività, i due campi dell’elettrodinamica sono integrati in un unico campo elettromagnetico.

Materia e spazio, il pieno e il vuoto, erano due concetti fondamentalmente separati e costituivano la base della teoria atomica di Democrito e Newton. Nella teoria della relatività generale, questi due concetti sono ormai inseparabili.

La fisica moderna ci mostra quindi ancora una volta che gli oggetti materiali non sono entità separate, ma sono indissolubilmente legati all’ambiente e che le loro proprietà possono essere comprese soltanto in relazione alla loro interazione con il resto del mondo. Secondo il principio di Mach, questa interazione si estende fino all’Universo, alle stelle e alle galassie lontane. L’unità fondamentale dell’Universo diventa così evidente non solo nel microcosmo, ma anche nel macrocosmo, un fatto sempre più riconosciuto dall’astrofisica e dalla cosmologia moderne. L’unità e l’interdipendenza tra un oggetto materiale e il suo ambiente, evidenti su scala macroscopica nella teoria della relatività, assumono una forma ancora più sorprendente a livello subatomico. Qui, per descrivere le interazioni tra particelle subatomiche, le idee della teoria classica dei campi si combinano con quelle della teoria quantistica.

Questa teoria comprende sia la teoria quantistica sia la relatività. È stata il primo modello quantistico relativistico della fisica moderna e rimane quello di maggior successo.

La sorprendente novità dell’elettrodinamica quantistica deriva dalla combinazione di due concetti: il campo elettromagnetico e i fotoni come forma particellare delle onde elettromagnetiche. Poiché i fotoni sono anche onde elettromagnetiche e queste onde sono campi pulsanti, i fotoni devono essere una manifestazione dei campi elettromagnetici. Nasce così il concetto di campo quantistico, ossia un campo che può assumere la forma di quanti o particelle. Si tratta di un concetto del tutto nuovo, capace di descrivere tutte le particelle subatomiche e le loro interazioni, dove a ogni tipo di particella corrisponde un campo diverso. In queste «teorie quantistiche», la contrapposizione classica tra particelle solide e spazio circostante è stata completamente superata. Il campo quantistico è considerato l’entità fisica fondamentale, un mezzo continuo che occupa tutto lo spazio. Le particelle sono concentrazioni locali del campo, concentrazioni di energia che appaiono e scompaiono, perdendo il loro carattere individuale e dissolvendosi nel campo.

Per ogni persona, la posizione degli astri al momento della nascita è responsabile dell’emissione di un diverso e unico campo energetico E / M, che prevale soltanto in quell’istante e costituisce l’identità natale, unica, definendo al contempo le funzioni iniziali dell’organismo. Da esse deriva il percorso dinamico della sua salute, in relazione all’ambiente in cui vive e che crea per sé.

La posizione degli astri, con i loro campi energetici elettromagnetici, ha un effetto significativo sulla Terra, che attraversa lo spazio a velocità vertiginosa, e sul corpo di ogni giovane essere umano, a seconda della radiazione elettromagnetica dominante nel campo in cui nasce. L’identità della nascita influisce sul carattere e sulle caratteristiche che si svilupperanno in seguito sotto l’influenza dell’ambiente. Anche l’astrologia cerca di affermare queste concezioni scientifiche, una volta divenuta scienza.

 Ancora oggi, tuttavia, l’uomo «razionale» rifiuta tutto ciò che non è accettato dalla scienza moderna. Ma quando l’elaborazione di nuove teorie, l’invenzione di nuovi metodi e la costruzione dei relativi strumenti consentono alla scienza di rilevare e misurare i risultati, ciò che prima si ostinava a non accettare comincia, dopo tali scoperte, a essere formalmente accolto, per quanto paradossale possa sembrare all’inizio. L’abbandono di una posizione precedentemente accettata e la sua sostituzione con una nuova sono sempre terreno di seri conflitti, soprattutto nel mondo scientifico moderno.

1) Le posizioni dei pianeti possono influenzare l’attività solare

2) Questa attività influisce sul campo magnetico terrestre

3) I cambiamenti di questo campo magnetico terrestre influenzano il feto al momento della nascita.

Gli stessi geni che conferiscono al neonato la somiglianza con i genitori costituiscono l’antenna magnetica che «legge», cioè si sintonizza sulla stessa frequenza.

Il segnale della nascita è dato dalla funzione del campo elettromagnetico coordinato in base alla posizione dei pianeti, poiché l’interazione degli astri determina in ogni momento la vita e il futuro del feto. Il segnale energetico viene trasmesso a tutte le cellule nervose e si coordina con l’epifisi, che è il centro di elaborazione dell’intero organismo. In un embrione, l’informazione proviene dai geni ed è registrata nel DNA , ma è anche plasmata dal coordinamento dell’universo, creando così un’entità distinta.

LA CELLULA COME UNITÀ OPERATIVA FONDAMENTALE

Le cellule, di cui è composto ogni organismo, sono le più piccole unità funzionali viventi autonome. La cellula è un’entità adattata alle condizioni estreme dell’ambiente e risponde a vari stimoli. Riconosce altre cellule, comunica con esse e con gli organismi pluricellulari, e si trasforma secondo le istruzioni genetiche dell’organismo a cui appartiene.

La vita è caratterizzata dalla capacità della cellula di convertire continuamente l’energia, trasformando anche la natura inanimata, come metalli, metalloidi e sali chimici, in nuove funzioni e strutture. Lo stato cellulare derivante da questi principi si trova in reciproca armonia con l’ambiente azotato ed è descritto come salute. La perdita di utilizzo o il degrado del materiale naturale azotato porta a un funzionamento difettoso dello stato cellulare e quindi a disturbi e malattie. Per questo, l’obiettivo più importante del trattamento medico dovrebbe essere il ripristino della capacità funzionale delle cellule e delle loro funzioni, affinché possano ristabilire la salute, cioè l’equilibrio, nei tessuti e negli organi.

Praticamente tutte le terapie a livello olistico agiscono come terapie energetiche, mirando all’omeostasi e al ripristino dell’equilibrio energetico cellulare, cioè alla salute dell’intero organismo.

Le possibilità e le funzioni organiche sopra descritte, sostenute con tutti i mezzi disponibili alla Medicina Quantistica, negli ultimi anni stanno guadagnando costantemente terreno e costituiscono l’oggetto di una medicina quantistica multiforme, i cui principi generali si riassumono nei due assiomi seguenti:

  • La vita di qualsiasi organismo dipende dal corretto funzionamento a livello cellulare.
  • Il corretto funzionamento della cellula, cioè il metabolismo, dipende dall’energia di cui dispone e che produce per compensare le perdite. La salute viene percepita dall’organismo stesso attraverso il linguaggio delle frequenze E / M, l’unico con cui le cellule comunicano. Le cellule sono al tempo stesso trasmettitori e ricevitori: per questo il DNA cellulare è considerato una perfetta stazione radio biologica.
  •  L’energia viene irradiata in tutte le direzioni sotto forma di onde elettromagnetiche, simili alle onde radio, che hanno una determinata frequenza. Queste onde, quando pulsano alla frequenza della materia, rendono visibile il mondo che ci circonda. La frequenza è stata quindi giustamente considerata il denominatore comune dell’espressione di materia ed energia, mentre la sua configurazione è il veicolo che trasporta l’informazione e il funzionamento delle frequenze risonanti corrisponde alla risonanza del campo morfogenetico e, di conseguenza, del suo specifico materiale.

CULTURA ENERGIA E BIOLOGIA

A oggi, la medicina classica dispone soltanto di modi indiretti per misurare il coinvolgimento dell’energia nei vari processi funzionali e registrarne gli effetti.

La concezione olistica della medicina quantistica ha però rafforzato l’ottimismo dell’uomo, che riteneva che dominare l’energia avrebbe dato una nuova dimensione alla medicina del secolo successivo, con la prospettiva di rendere accessibile a tutti l’effetto terapeutico da tempo noto dell’energia naturale, grazie a particolari dispositivi elettronici capaci di produrre campi elettromagnetici simili e ai quali vengono attribuite proprietà energetiche senza precedenti. Sembra che oggi la medicina disponga di una nuova potente arma, capace di esercitare un’azione fondamentale nella guarigione; questa azione conferma le antiche teorie sulla capacità di autoregolazione del corpo umano. Tale capacità è la forza fondamentale che caratterizza la vita, la cosiddetta bioelettricità, ormai un concetto comune in medicina. Si tratta della bioenergia, o se si preferisce dell’elettricità animale, prodotta e rinnovata all’interno dell’organismo stesso, che ricarica le cellule di energia. Questa energia sostiene tutti i «sistemi bioenergetici», ai quali appartiene anche l’uomo, ed è una proprietà fondamentale della vita e della forza vitale, presente in ogni cellula vivente. È lo scudo naturale dell’organismo ed è rappresentata dal noto sistema immunitario, o di difesa, grazie al quale la vita e l’uomo sul nostro pianeta si sono affermati ed evoluti.

Ogni dolore del corpo è anche un grido di sete di energia. Questo equilibrio energetico della salute, che può alterarsi soprattutto diminuendo, può essere ripristinato lentamente con un’alimentazione sana e con appositi pulsatori elettrici. Il principale fattore energetico per l’uomo è quindi il triangolo elettricità, magnetismo ed energia atomica.

Ciò significa che dipendiamo da 3 forze fondamentali: elettricità, campo magnetico e radiazione EM, considerata un’energia atomica impossibile,

 CONTRIBUTO DEL BIOMAGNETISMO

Il biomagnetismo è considerato la forza primordiale che dà vitalità e salute al biosistema, armonizzando le forze E / M del corpo ( corpo elettromagnetico armonia del campo ). Vedi anche L’ARTE DEL BIOMAGNETISMO CON IL BIOMAGNETISMO . Di Peter Kulish

L’azione del campo magnetico sui sistemi biologici, inducendo la permeabilità della parete cellulare, consente l’eliminazione di scorie e tossine e l’ingresso di nutrienti, mentre l’azione del materiale cellulare del   DNA sembra essere la principale spiegazione di come la terapia magnetica agisca sulla materia biologica e risulti così efficace in ogni tipo di disturbo. L’effetto bipolare stimola inoltre le terminazioni nervose per contribuire all’eliminazione delle tossine.

Queste forze evolutive esistevano molto prima di noi e delle altre forme di vita.

Molto prima della comparsa di piante, animali ed esseri umani, i campi atmosferici terrestri penetravano la Terra allora esistente. Senza queste forze elementari non ci sarebbero la Terra né la vita su di essa. Questi campi E / M esistono dentro di noi e in ogni creatura, tutto intorno a noi, e ogni cosa nell’Universo è strettamente interconnessa con queste forze evolutive.

Tutte le percezioni e le funzioni umane sono influenzate dai campi E / M. L’intero mondo che ci circonda è fatto di frequenze E / M. Tutto ciò che sentiamo, ogni percezione che formiamo e ogni pensiero che elaboriamo sono frequenze E / M. L’umanità nel suo insieme ha incorporato l’energia ricevuta dai nostri organi e, con l’aiuto delle funzioni cerebrali, può formare i nostri pensieri.

Un fiore rosso, per esempio, in realtà non è né un fiore né rosso. È un accumulo temporaneo di molecole e componenti che, tra le altre cose, sono in relazione con i cambiamenti dell’energia luminosa derivanti dall’emissione di una vibrazione E / M, un impulso o un’oscillazione. Se questo raggio colpisce, per esempio, i nostri occhi, provoca trasformazioni chimiche.

Si generano segnali elettrici che vengono infine collegati nel cervello, tenendo conto dei precedenti processi cognitivi associati alla nozione di «fiore rosso».

 Nel caso dei biosistemi superiori, si è adottata l’idea che l’uomo sia, in fin dei conti, un insieme di individui. L’errore che può facilmente far respingere questa affermazione consiste nel non coglierne il senso. La «fuga delle formiche», descritta nell’eccellente esempio di Douglas Hofstadler, evidenzia le differenze tra metodi analitici e olistici nella medicina moderna. L’esempio delle formiche trova sostegno e un parallelo nella distinzione tra i due livelli, così come vengono intesi nel linguaggio dei computer . E mette in luce gli errori che possono derivare dalla confusione dei livelli quando si considera il funzionamento di una colonia di formiche. È noto che questi insetti hanno una struttura sociale complessa e altamente organizzata, basata sulla divisione del lavoro, come il corpo umano con le sue migliaia di miliardi di cellule (60-70), organizzate in gruppi di cellule differenziate che costituiscono organi o sistemi, il cui funzionamento è simile a quello delle colonie di formiche. Ogni formica, come ogni cellula, può eseguire un programma limitato di funzioni, eppure la colonia nel suo insieme dimostra una sorprendente «intelligenza» sociale, a giudicare dai risultati e dai progetti delle formiche nella costruzione del nido o nella raccolta e conservazione delle provviste. Lo stesso vale per i vari organi di un organismo, nei quali miliardi di cellule lavorano insieme in modo molto più stretto e ottengono risultati meravigliosi nel loro insieme. Pur avendo i singoli organi una specializzazione funzionale limitata, la loro cooperazione interdipendente produce risultati eccellenti. L’organismo nel suo complesso svolge funzioni complesse e articolate: basta pensare che un solo movimento della mano o una reazione del sistema immunitario a un’invasione estranea mobilitano molte migliaia di meccanismi e miliardi di cellule, che lavorano insieme in modo coordinato. Ogni formica è un automa semplicemente programmato per svolgere un insieme di compiti di base. Lo stesso vale per la cellula. Nei computer, al livello meccanico di descrizione appena sviluppato corrisponde il livello dell’hardware del computer . Se però osserviamo i risultati della colonia nel suo insieme, emerge un piano complesso per le formiche e, per l’uomo, eccellenti capacità di intelligenza e adattamento all’ambiente. A questo livello olistico corrisponde, nel computer, il livello di descrizione del software, nel quale sono evidenti le caratteristiche organizzative e si mostrano chiaramente il progetto e il risultato della cooperazione tra organi e, ulteriormente, tra cellule, attraverso l’azione collettiva.

Sebbene siamo abituati a considerare l’ape e la formica come organismi indipendenti, esiste anche l’idea che tutte queste colonie

siano a loro volta unità organiche, colonie che funzionano come organismi unici. Dopotutto, nel nostro corpo esistono colonie costituite da miliardi di cellule che lavorano insieme come un unico insieme organico. Sono le colonie cellulari che formano i vari organi. Il loro legame è un po’ più stretto di quello delle colonie di formiche o di api, ma anche qui sono evidenti gli stessi principi fondamentali di divisione del lavoro e responsabilità collettiva.

È importante capire, però, che le stesse caratteristiche olistiche delle colonie di formiche e api si ritrovano nelle colonie di cellule, cioè nei tessuti. Chi non comprende questi esempi e continua a opporsi all’idea olistica in medicina dovrebbe capire che non ha senso affermare che l’essere umano sia soltanto un insieme di cellule, ciascuna delle quali non è altro che una somma di DNA con altri composti, a loro volta nient’altro che catene di individui: si rischierebbe così di concludere che la vita non ha significato.

La vita, tuttavia, è un fenomeno olistico e non può essere compresa in modo riduttivo attraverso la sola materia, senza considerare anche l’energia.

Per quanto riguarda la cellula, quando parliamo di energia cellulare ci riferiamo a una forza invisibile che molti chiamano energia animale, altri bioenergia, alla quale vengono attribuiti poteri e proprietà soprannaturali, mentre i suoi effetti terapeutici sulle malattie vengono considerati miracolosi e ricondotti a cause metafisiche. Non si tratta però di un miracolo nel senso inteso, ma di una conseguenza naturale dell’azione di questa energia dovuta al coordinamento delle vibrazioni delle biomolecole cellulari o delle frequenze selezionate.

Per comprendere la natura olistica della vita e delle terapie basate sulla medicina biomolecolare, dobbiamo allontanarci dall’idea che, per prendere vita, la materia inanimata o una forza riparatrice debbano prima essere dotate di una proprietà magica. È tempo di riconoscere che questa mentalità è dannosa e fuorviante. I fisici hanno adottato un nuovo metodo per avvicinarsi al mondo naturale e i medici cominciano soltanto ora a sentire il bisogno di esplorarlo; quasi tutti hanno già adottato, in teoria, la visione OLISTICA. Questo cambiamento di direzione è stato seguito da alcuni ambienti medici che sottolineano l’importanza di trattare «il paziente nella sua interezza».

Tuttavia, il sorprendente miracolo tradizionalmente associato al sostegno, che non poteva essere spiegato con le limitate conoscenze di cui disponevamo sulla capacità di mobilitare le forze naturali dell’organismo, può essere spiegato attraverso

la logica della terapia energetica E / M, ottenuta attivando i cosiddetti sistemi di controllo DC , oppure mediante le correnti elettriche generate nel cervello stesso, l’autoregolazione, o ancora attraverso l’effetto sul paziente dei campi E / M di altre persone ( guaritori ). Queste forze non sono né soprannaturali né sconosciute alla fisica e alla biotecnologia moderne e agiscono modificando la biochimica mediante radiazioni E / M, in accordo con la visione olistica della Terapia Quantistica.

Alla bioenergia vengono attribuite determinate proprietà energetiche dovute alla sua natura particolare, che cercheremo di descrivere partendo dal primo principio, il campo magnetico.

Ritengo che, fino a oggi, la medicina convenzionale, nel tentativo di affrontare le malattie nell’ambito delle cure convenzionali usando soltanto farmaci chimici, sia arrivata a vicoli ciechi, non solo per i gravi problemi creati dai diversi effetti collaterali di questi farmaci, ma anche per il pesante onere economico necessario a mantenere la salute con tali mezzi convenzionali.

In sostanza, oltre a ciò, i farmaci chimici costituiscono, in misura maggiore o minore, una violenza biologica sul sistema umano, costringendolo a metabolizzare sostanze non biologiche, il cui prezzo è spesso un grave danno «iatrogeno» dovuto a questi farmaci. Purtroppo la letteratura medica è piena di casi simili, da cui il termine ormai diffuso in medicina, e denigratorio, di «lesione iatrogena».

Se però, come è nostro dovere, vogliamo sostenere la Medicina Quantistica, dobbiamo considerare e istituire un innovativo sistema di osservazione da parte del praticante e di terapia della Medicina Neoippocratica, così come si è sviluppato negli ultimi anni, basato sulle forze naturali di difesa intrinseche, interne, che potrebbero essere potenziate al massimo per il bene di tutta l’umanità. Una condizione fondamentale per l’attivazione e il funzionamento dei meccanismi di autoregolazione è la presenza nell’organismo degli elementi strutturali, vitamine, oligoelementi, sali chimici e proteine, perché possano essere utilizzati nella riparazione, che automaticamente potrà…

 

Questo articolo è fornito come materiale d’archivio storico, simbolico e relativo alla pratica radionica. Non costituisce consiglio medico, diagnosi, trattamento o indicazione sanitaria.

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