Il lavoro della dott.ssa Ruth Drown: un breve profilo
La disposizione di nove manopole, ciascuna con dieci contatti, permette miliardi di combinazioni di queste minuscole impedenze. La sensibilità dello strumento è…
La disposizione di nove manopole, ciascuna con dieci contatti, permette miliardi di combinazioni di queste minuscole impedenze. La sensibilità dello strumento è davvero notevole, se consideriamo che consente di captare, tra la confusione delle emissioni molecolari del corpo umano, quelle di ogni singolo organo e ghiandola.
Per stabilire una «rata» di una sostanza, cioè esprimerla come numero attraverso le letture delle manopole, la sostanza viene posta sulle piastre per i piedi dello strumento, che costituiscono in realtà l’estremità dell’antenna. L’operatore comincia quindi a sfregare la piastra di rilevamento collegata tra lo strumento e la terra. Le manopole, a partire dalla prima, quella della «malattia», vengono ruotate lentamente: l’alterazione della funzione produce la rata vibratoria di base, o vibrazione della malattia. La piastra di rilevamento fa passare queste minuscole emissioni molecolari attraverso lo strumento quando la disposizione delle manopole crea una risonanza tra lo strumento e il campione esaminato. Il flusso di questa sottile energia si manifesta come una sensazione di adesione sulla piastra. Con un’operatrice esperta come la dott.ssa Drown, le dita aderiscono fortemente alla superficie di gomma, producendo uno schiocco netto e piuttosto forte. Il rilevamento è quindi sia tattile sia udibile e, con un operatore adeguatamente formato, molto chiaro.
Le diverse componenti vibratorie del campione vengono estratte una alla volta. Le manopole sono disposte come le ottave di un pianoforte. Quando, per esempio, su una manopola viene registrato 8, l’operatore riparte da zero su quella successiva, e così via finché dal campione non arrivano più componenti vibratorie. Per il fisico o lo studente, si può dire che questo procedimento per impostare una rata equivale a un’applicazione pratica del teorema di Fourier. Le vibrazioni parziali periodiche vengono estratte una alla volta. La loro somma, espressa come numero, è la vibrazione totale.
NESSUN RICORSO ALLA MEDIANITÀ
Su questo punto bisogna insistere con la massima forza e chiarezza: queste reazioni si ottengono senza partecipazione psichica dell’operatore, senza tentativi di percezione extrasensoriale e senza sforzi coscienti per generare forme-pensiero specifiche. Questo tipo di attività conduce in un ambito separato e disorientante, che soprattutto il medico deve evitare a ogni costo se vuole ottenere valutazioni accurate con questo metodo. Nessuno dubiti che strumenti tanto sensibili da captare le emanazioni molecolari delle sostanze fisiche reagiranno anche alle forme-pensiero dell’operatore o di altre persone. L’operatore deve tenersi distinto dallo strumento. Far dipendere la valutazione dallo stato mentale del medico, dalla percezione extrasensoriale o da poteri psichici è, in questa fase dell’evoluzione umana, una farragine ingannevole e indesiderabile. Il sistema Drown e i medici formati al suo uso mirano a evitarlo.
Campioni patologici e istologici, minerali, fotografie o altri oggetti possono essere posti all’ingresso dello strumento per stabilirne le «rate». Il lavoro sistematico svolto nei quasi quarant’anni di attività della dott.ssa Drown, trenta dei quali con strumenti propri, ha portato a registrare rate sufficienti a permettere il rilevamento di quasi tutte le malattie principali e di gran parte di quelle minori. Sono tutte classificate in un Atlante, al quale vengono aggiunte continuamente nuove rate.
TECNICA
Per quanto riguarda i campioni patologici, è evidente che un tessuto malato cambia. Di conseguenza cambia la sua emissione molecolare. Se manca l’emissione corretta, i sintomi e la storia clinica del paziente guidano il medico verso altre emissioni probabili. Dopo anni e anni di lavoro con gli strumenti, la dott.ssa Drown ha acquisito una formidabile competenza nell’osservazione secondo questo metodo: è precisa e straordinariamente rapida.
Quanto alle verifiche di questi metodi, è ragionevole aspettarsi che, in oltre trent’anni di pratica, le valutazioni della dott.ssa Drown siano state più volte confrontate, secondo i resoconti della fonte, con il più lento metodo ortodosso. È quanto è avvenuto. Tra i suoi risultati e quelli ottenuti con i più lunghi procedimenti del laboratorio ospedaliero vi sono state differenze minime. Attraverso metodi numerici elaborati con cura, la dott.ssa Drown riesce a eseguire un’analisi biochimica del sangue, un’analisi delle urine e un emocromo mentre il paziente rimane seduto con i piedi sulle piastre. Tutte queste analisi e verifiche vengono effettuate nel corpo, non su fluidi estratti. Da qui le piccole differenze rispetto ai risultati del laboratorio ordinario.
Questo metodo di valutazione comprende anche il controllo di tutte le funzioni organiche. L’autore, per esempio, sapeva da una visita ordinaria che la propria acutezza visiva era 20/20. Durante la valutazione, la dott.ssa Drown gli chiese se conoscesse il valore della propria vista. Rispose di sì, senza fornire le cifre. Un attimo dopo, l’assistente mostrò la scheda delle osservazioni, sulla quale lo strumento aveva registrato 20/20. Questa è soltanto una delle prove sbalorditive descritte dai sostenitori del metodo che l’autore riferisce di aver sperimentato riguardo alla precisione e all’efficacia della valutazione Drown.
Il fondamento della valutazione è la storia clinica, raccolta nel modo più completo possibile. Il paziente si siede poi con i piedi sulle piastre, a pochi piedi di distanza alla destra della dott.ssa Drown. L’assistente siede alla sua sinistra con la scheda delle osservazioni. In questa posizione la dottoressa può leggere le manopole e parlare, a piacimento, con il paziente o con l’assistente, continuando a ricevere reazioni dallo strumento. In relazione alle osservazioni precedenti sulla partecipazione psichica, vederla al lavoro porta a convincersi che sia lo strumento a raccontare ciò che legge direttamente dal paziente. Non c’è alcun «mantenere un pensiero»: soltanto i movimenti sicuri di una donna che sa ciò che fa.
LA VALUTAZIONE SECONDO QUESTO METODO
La scheda di valutazione contiene più di cento voci distinte. Mentre la dott.ssa Drown sintonizza lo strumento sulle diverse parti del corpo, il procedimento assomiglia a un controllo di frequenza della FCC per assicurarsi che una stazione radio trasmetta sulla lunghezza d’onda assegnata. Le rate di emissione di tutti gli organi e le ghiandole sono note; la funzione può essere misurata e le condizioni patologiche rilevate e riportate secondo la tradizione della fonte. Dopo circa quaranta minuti è stata tracciata una mappa completa del corpo del paziente.
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Questo articolo è proposto come materiale d’archivio di carattere storico e simbolico, rivolto a chi pratica queste discipline. Non costituisce consiglio medico, diagnosi, trattamento né indicazione sanitaria.