{"id":541,"date":"2020-09-05T12:31:30","date_gmt":"2020-09-05T12:31:30","guid":{"rendered":"https:\/\/trinityradionics.com\/the-theory-of-anti-relativity\/"},"modified":"2026-05-21T14:40:28","modified_gmt":"2026-05-21T14:40:28","slug":"the-theory-of-anti-relativity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trinityradionics.com\/it\/teoria-antirelativita\/","title":{"rendered":"La teoria dell\u2019antirelativit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<section class=\"trinity-page-hero\">\n  <span class=\"trinity-kicker\">Archivio di ricerca<\/span>\n  <h1 class=\"trinity-hero-title\">La teoria dell\u2019antirelativit\u00e0<\/h1>\n  <p>La teoria dell\u2019antirelativit\u00e0, di E. P. Dollard. Per comprendere pi\u00f9 a fondo le relazioni dimensionali dell\u2019induttanza magnetica e della capacit\u00e0 elettrostatica\u2026<\/p>\n<\/section>\n\n<figure class=\"trinity-tech-figure\">\n  <img decoding=\"async\"\n    src=\"\/wp-content\/uploads\/trinity-articles\/trinity-radionics-article-the-theory-of-anti-relativity.webp\"\n    alt=\"The Theory of Anti-Relativity archive illustration\"\n    loading=\"eager\"\n  \/>\n  <figcaption>Immagine d\u2019archivio per l\u2019articolo: La teoria dell\u2019antirelativit\u00e0<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n<section class=\"trinity-section trinity-old-source-copy\">\n\n<p>La teoria dell\u2019antirelativit\u00e0<br \/><br \/>di E. P. Dollard<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div>\r\n<figure><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per comprendere pi\u00f9 a fondo le relazioni dimensionali dell\u2019induttanza magnetica e della capacit\u00e0 elettrostatica, \u00e8 necessario tornare alla dimensione metrica dello spazio. \u00c8 per\u00f2 proprio questa dimensione dello spazio a essere stata deformata, come espresso da un N.F.G. Nel seguito si vedr\u00e0 che la concezione di Faraday \u00e8 in diretto conflitto con quella di Einstein, e che quest\u2019ultima soppianta la prima. Le linee di induzione hanno ceduto il passo ai concetti relativistici; i fatti hanno ceduto alla fantasia. Questa situazione influisce direttamente sulla comprensione delle condizioni e delle dimensioni da cui nasce l\u2019induttivit\u00e0 elettrica, espressa dai coefficienti dei campi magnetici e dielettrici chiamati \u00abinduttanza\u00bb e \u00abcapacit\u00e0\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il concetto di spazio proposto da Albert Einstein costituisce un serio ostacolo alla comprensione di questa dimensione metrica. L\u2019elemento saliente della \u00abTeoria della Relativit\u00e0\u00bb di Einstein \u00e8 il \u00abquadrispazio\u00bb di Minkowski. Per citare Einstein: \u00abSenza di esso, la Teoria Generale della Relativit\u00e0, ecc., forse non sarebbe andata oltre le fasce\u00bb. \u00abRelativity\u00bb, di Albert Einstein, Institute for Advanced Study, Princeton, New Jersey. Minkowski propose di aggiungere una quarta coordinata all\u2019insieme di tre coordinate cubiche di Cartesio, lo spazio \u00abcartesiano\u00bb di terzo ordine. Einstein rappresenta quindi questo spazio di quarto ordine mediante coordinate \u00abgaussiane\u00bb anzich\u00e9 \u00abcartesiane\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La quarta coordinata, o lunghezza, dello spazio si ricava come<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) Velocit\u00e0 \u2013 Tempo<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Poich\u00e9, dimensionalmente, si ha<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(2) Velocit\u00e0, ovvero Spazio per unit\u00e0 di Tempo<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sostituendo (2) in (1) si ottiene<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(3) Spazio \u2013 Tempo per unit\u00e0 di Tempo, ovvero Spazio \u2013 Numero<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Si ricava cos\u00ec una coordinata spaziale fittizia, una lunghezza, espressa come secondo luce. Quindi<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(4) Centimetro \u2013 Secondo per unit\u00e0 di Secondo, ovvero Centimetro<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(5) Secondo per unit\u00e0 di Secondo, ovvero Numero<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Minkowski associa a questo numero un operatore versore, la radice quadrata di meno uno. Si \u00e8 mostrato che questo versore pu\u00f2 assumere due valori distinti e quindi due posizioni distinte nel tempo. Ponendo il secondo luce uguale a ct, dove c \u00e8 la velocit\u00e0 della luce e t \u00e8 il periodo di tempo, il versore d\u00e0 la coppia<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(A) jct positivo, Secondi luce<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(B) jct negativo, Secondi luce<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questa forma in quadratura implica quattro riferimenti temporali distinti; Einstein ignora per\u00f2 le posizioni del versore, mantenendone soltanto una, jct. Einstein e Minkowski la rappresentano come un versore spaziale mal concepito.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Qui Einstein osserva: \u00abIl tempo viene privato della propria indipendenza\u00bb. Ora il tempo \u00e8 sposato alla velocit\u00e0 della luce. Minkowski prosegue: \u00abD\u2019ora in poi lo spazio da solo e il tempo da solo sono destinati a scomparire\u00bb. Tutto \u00e8 relativo alla velocit\u00e0 della luce. Questa \u00e8 \u00abLa Teoria della Relativit\u00e0\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A questo punto ogni sviluppo di una matematica dello spazio si arresta. Lo spazio \u00e8 ormai soltanto un fattore della velocit\u00e0 della luce. \u00c8 istruttivo riflettere sulla storia dell\u2019inverso del quadrato della velocit\u00e0 della luce. La relazione dimensionale \u00e8:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(6) Costante, ovvero Secondo al quadrato per Centimetro al quadrato<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019inverso di c al quadrato trova origine nel lavoro di James Clerk Maxwell, vissuto dal 1831 al 1879. Maxwell era un filosofo naturale di origine scozzese. Il suo lavoro segue la strada di Ben Franklin e Michael Faraday attraverso la matematica di Newton e Liebnitz. Nacque cos\u00ec la teoria dell\u2019elettricit\u00e0 \u00abFaraday\u2013Maxwell\u00bb, fondamento della comprensione elettrica. Ma qualcuno la comprende? Io penso di no.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nei suoi studi, Maxwell aveva individuato un preciso fattore di proporzionalit\u00e0, che esprimeva il rapporto tra la forza meccanica esercitata sulla materia fisica mediante azioni dielettriche e quella esercitata mediante azioni magnetiche. Ci\u00f2 si collega direttamente alla principale questione che stiamo affrontando nella meccanica <a href=\"\/products\/iapetus-10-dial-radionics\/\">quantistica<\/a>: la condizione di forze uguali e opposte tra dielettricit\u00e0 e magnetismo. Ancora nessuna risposta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Va osservato che la determinazione di questo \u00abfattore di proporzionalit\u00e0\u00bb da parte di Maxwell produsse un valore NUMERICO pari all\u2019inverso di c al quadrato. \u00c8 un\u2019inferenza errata supporre che questo fattore sia una velocit\u00e0 effettiva o abbia comunque la relazione dimensionale di una velocit\u00e0. Qui \u00e8 numerico. Confrontando ottica ed elettrodinamica, si riscontra che un dielettrico possiede le seguenti caratteristiche:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) Indice di rifrazione<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(2) Induttivit\u00e0 dielettrica<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(3) Velocit\u00e0 della luce<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tutte e tre queste relazioni sono esattamente legate alla velocit\u00e0 della luce. Ma, ancora una volta, l\u2019inverso di c al quadrato \u00e8 una velocit\u00e0 effettiva?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La scoperta di Maxwell di un fattore di proporzionalit\u00e0 tra dielettricit\u00e0 e magnetismo condusse alla sua teoria di una coppia coniugata di induzioni, dielettrica e magnetica, unite e propagantesi alla velocit\u00e0 della luce attraverso l\u2019\u00abEtere luminifero\u00bb. Dunque onde elettromagnetiche nello spazio libero, non vincolate alla materia fisica grossolana: <a href=\"\/products\/iapetus-10-dial-radionics\/\">energia<\/a> priva di massa. Questa propagazione avviene all\u2019interno del mezzo dielettrico, o eterico, stesso. \u00c8 priva dei cosiddetti \u00abportatori di carica\u00bb, gli elettroni: una forma di elettricit\u00e0 senza massa. Questo concetto ebbe un impatto molto forte sul pensiero scientifico e filosofico dell\u2019epoca di Maxwell. Comincia qui la nozione di \u00abwireless\u00bb, la trasmissione dell\u2019elettricit\u00e0 senza fili o altre strutture di guida.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Prima del lavoro di Heinrich Hertz, vissuto dal 1857 al 1894, la trasmissione senza fili dell\u2019elettricit\u00e0 aveva gi\u00e0 trovato verifica sperimentale nelle ricerche di Joseph Henry ed Elihu Thompson. M. Loomis l\u2019aveva persino brevettata. Si veda \u00abSecrets of Cold War Technology\u00bb di Jerry Vasillatos. Questi esempi, tuttavia, non erano elettromagnetici, bens\u00ec elettrostatici, cio\u00e8 dielettrici. Heinrich Hertz forn\u00ec la prima dimostrazione completa in laboratorio della trasmissione di elettricit\u00e0 attraverso lo \u00abspazio libero\u00bb, da una parte all\u2019altra della stanza. Fu subito considerata dai suoi sostenitori una prova della teoria di Maxwell sull\u2019elettromagnetismo e sulle onde elettromagnetiche. Quando Nikola Tesla riprese gli esperimenti di Hertz, constat\u00f2 che queste onde non erano completamente elettromagnetiche. La morte precoce di Hertz imped\u00ec ulteriori progressi. La \u00abvisione del mondo\u00bb rimase tuttavia aggrappata alla convinzione che le onde \u00abhertziane\u00bb fossero soltanto onde E. M. trasversali, rendendo ormai sinonime le due definizioni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Quando Nikola Tesla inizi\u00f2 a sviluppare i suoi particolari trasformatori di trasmissione, scopr\u00ec presto che la velocit\u00e0 della luce non aveva attinenza con essi. Nei suoi \u00abColorado Springs Notes\u00bb, esperimenti e calcoli dimostrano che la propagazione sulla sua \u00abbobina extra\u00bb tende al 180 per cento della velocit\u00e0 della luce. Si veda \u00abTheory of Wireless Power\u00bb di E. P. Dollard. Si riscontra che la propagazione nella bobina extra non rientra nemmeno nella dimensione della velocit\u00e0. Si veda \u00abTransmission and Reception of Telluric Electric Waves\u00bb di E. P. Dollard. L\u2019inverso di c al quadrato non si applica alle ricerche di Nikola Tesla. Tesla non \u00e8 uguale all\u2019inverso di c al quadrato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Negli scritti di J. J. Thompson si trova l\u2019idea che la propagazione dielettrica e quella magnetica possano essere indipendenti. Viene inoltre considerato il magnetismo come risposta secondaria alle forze dielettriche. Lo stesso si trova negli scritti di C. P. Steinmentz, \u00abTransients in Space\u00bb, da pagina 394 a 419 di \u00abTheory and Calculation of Transient Electric Phenomena\u00bb. Vi si considera un\u2019\u00abIsteresi dell\u2019Etere\u00bb come alternativa al concetto di radiazione elettromagnetica. In questo capitolo, la velocit\u00e0 dell\u2019induzione dielettrica e quella dell\u2019induzione magnetica sono trattate come variabili indipendenti. Il fattore inverso di c al quadrato \u00e8 qui soltanto una trasformazione dimensionale tra induttanza e capacit\u00e0. Si veda la conferenza di E. P. Dollard presso l\u2019International Tesla Society sull\u2019\u00abHysteresis of the Aether\u00bb. Ancora una volta, l\u2019inverso di c al quadrato \u00e8 soltanto un fattore di proporzionalit\u00e0, non una velocit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Infine, persone interne al programma spaziale N.A.S.A. hanno rivelato una \u00abcerta complicazione\u00bb. Si \u00e8 scoperto che, molto lontano dal campo d\u2019influenza terrestre, le stelle e il Sole NON SONO VISIBILI! La Terra e la Luna, invece, sono perfettamente visibili. Nessuna luce diretta nello spazio esterno, ma soltanto quella resa visibile dalla materia fisica grossolana. Ne nasce una domanda importante: la \u00abluce\u00bb del Sole si propaga davvero con una velocit\u00e0, oppure \u00e8 semplicemente una funzione del tempo? Il \u00abritardo temporale\u00bb potrebbe non essere altro che un\u2019isteresi dell\u2019etere luminifero.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Va osservato che in molte situazioni possiamo considerare una velocit\u00e0 soltanto attraverso il ritardo temporale. Altrimenti occorre anche la lunghezza d\u2019onda. L\u2019induzione luminosa primaria, per esempio quella del Sole, \u00e8 forse un\u2019isteresi che genera luce visibile sulla Terra? Ora siamo davvero in profondit\u00e0!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Quale significato attribuiamo dunque all\u2019inverso di c al quadrato? \u00c8 una velocit\u00e0, un indice, un rapporto, un fattore di proporzionalit\u00e0 e persino un elemento costitutivo del farad. Si trova dappertutto, e ora vi appendiamo sopra anche la Teoria della Relativit\u00e0 di Einstein. Questo \u00e8 l\u2019inverso di c al quadrato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per giungere a una conclusione su questa questione dell\u2019inverso di c al quadrato, \u00e8 istruttivo entrare nel Pappagallo con una Sola Ala. Assumeremo il ruolo di Dorthey, che deve sconfiggere la Malvagia Strega dell\u2019Ovest (WWW). Ora, con il suo barboncino e alcuni improbabili amici di Lone Pine, deve presentarsi davanti al grande Mago di Oz. Dorthey vuole semplicemente tornare in Kansas, e anche noi. Qui dobbiamo incontrare faccia a faccia Einstein e la Teoria della Relativit\u00e0. Per conoscere meglio lo sviluppo della Relativit\u00e0, si veda E. Whittaker, \u00abHistory of the Theories of the Aether\u00bb. Nel seguito vengono presentati soltanto i tratti salienti della Relativit\u00e0 espressa da Albert Einstein. Lo scopo principale \u00e8 capire come essa si rapporti all\u2019elettrotecnica attraverso i concetti di Induttanza e Capacit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La teoria di Einstein nasce da un particolare dilemma sulla velocit\u00e0 della luce e dai relativi esperimenti di Fitzeau con dielettrici liquidi in movimento, l\u2019olio 10-C. Consideriamo due laser rossi in una configurazione simile agli esperimenti cubici descritti prima. Si utilizzano nuovamente due laser rossi, affiancati e distanti l\u2019uno dall\u2019altro. Ogni fascio viene ricevuto dal proprio bersaglio, dove si effettuano le misurazioni. Un laser \u00e8 fermo, l\u2019altro si muove verso il proprio bersaglio al 50 per cento della velocit\u00e0 della luce, c. Si riscontra naturalmente che il fascio del laser fermo arriva al bersaglio con un ritardo temporale, un\u2019isteresi, corrispondente al ritardo della propagazione luminosa lungo la distanza tra laser e bersaglio. Anche il fascio del laser in movimento arriva con un ritardo, ma non quello corrispondente al 150 per cento della velocit\u00e0 della luce previsto dalla sovrapposizione delle velocit\u00e0. Arriva con lo stesso ritardo dovuto alla velocit\u00e0 della luce lungo la distanza tra laser e bersaglio. La legge di sovrapposizione, dunque, non \u00e8 applicabile alla velocit\u00e0 della luce: qualunque sia la velocit\u00e0 del laser in movimento, quella del fascio \u00e8 sempre c. Questa situazione costituisce la pietra angolare del concetto einsteiniano di Relativit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Einstein potrebbe per\u00f2 aver tralasciato alcuni dettagli. Il laser fermo proietta un punto rosso sul bersaglio. \u00c8 un laser rosso, proprio come quello in movimento. Sono entrambi rossi, e allora? Ma aspetta, signor Mago, guarda! Guarda! Il punto sul bersaglio del laser in movimento \u00e8 VERDE!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La Teoria della Relativit\u00e0, ovvero perch\u00e9 l\u2019inverso di c al quadrato:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come spiegherai allora ai poliziotti che il semaforo era verde, quando in realt\u00e0 \u00e8 rosso? Dirai che \u00ab\u00e8 tutto relativo\u00bb? Loro rispondono: \u00abAndavi troppo veloce\u00bb. La luce appare verde per l\u2019\u00abeffetto Doppler\u00bb. \u00c8 una situazione in cui la lunghezza d\u2019onda della luce si accorcia e la frequenza aumenta, mantenendo costante la velocit\u00e0. Il laser in movimento viaggia al 50 per cento della velocit\u00e0 della luce; la lunghezza d\u2019onda si accorcia della radice quadrata del 50 per cento e la frequenza aumenta della radice quadrata del 50 per cento. La luce rossa \u00e8 quindi costretta a diventare verde. La sua velocit\u00e0 rimane quella della luce, c.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La relazione dimensionale \u00e8 data da<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) Velocit\u00e0, ovvero Lunghezza \u2013 Frequenza<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questa velocit\u00e0 \u00e8 costante, ossia invariante. Ogni variazione delle condizioni si riflette nella lunghezza dell\u2019onda e nel ritmo ciclico della frequenza, in modo complementare, cos\u00ec da mantenere costante la velocit\u00e0. Si ha:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(2) Spazio, ovvero Lunghezza in Centimetri,<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(3) Tempo, ovvero Inverso della Frequenza, in Secondi,<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(4) Velocit\u00e0, ovvero Spazio per unit\u00e0 di Tempo, in Centimetri al Secondo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019effetto Doppler accorcia quindi la lunghezza d\u2019onda e anche il periodo temporale, definito dalla frequenza. Poich\u00e9 la velocit\u00e0 della luce \u00e8 il rapporto tra lunghezza e tempo, ed entrambi si accorciano in proporzione esatta l\u2019uno all\u2019altro, la variazione si annulla e la velocit\u00e0 rimane costante. In altre parole, se il laser trasmittente si muove a una certa percentuale della velocit\u00e0 della luce, ponendo 100 alla velocit\u00e0 della luce, la lunghezza si contrae della radice quadrata di tale percentuale e il periodo temporale si contrae della radice quadrata della stessa percentuale. Ovviamente il prodotto di due radici quadrate \u00e8 il quadrato della radice quadrata, ossia la percentuale della velocit\u00e0 della luce.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La relazione dimensionale fondamentale<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(5) Lunghezza per Frequenza \u00e8 uguale alla costante<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lambda per F d\u00e0 c. \u00c8 una legge fondamentale della radiotecnica, in cui la costante c \u00e8 pari a 300 megacicli-metri al secondo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La Relativit\u00e0 nasce dalla seguente situazione. Viaggiando insieme al laser, che si muove al 50 per cento della velocit\u00e0 della luce, lo vedi rosso. Ha una lunghezza d\u2019onda e una frequenza rosse. L\u2019osservatore fermo lo vede verde, con lunghezza d\u2019onda e frequenza verdi. Rispetto all\u2019osservatore fermo, tu che viaggi con il laser in movimento vedi una lunghezza maggiore, rosso contro verde, e un tempo pi\u00f9 lento, rosso contro verde. La Relativit\u00e0 di Einstein ci dice che l\u2019osservatore fermo vede una lunghezza minore, verde contro rosso, e un tempo pi\u00f9 veloce rispetto all\u2019osservatore in movimento, verde contro rosso. L\u2019esperimento mostra che \u00e8 il fascio luminoso a cambiare le proprie relazioni dimensionali; Einstein dice che a cambiarle \u00e8 l\u2019osservatore in movimento. Che cosa dobbiamo dedurre da questa discrepanza?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La velocit\u00e0 con cui si propaga la luce, c, \u00e8 una propriet\u00e0 del dielettrico stesso, sia esso etere oppure olio 10-C. Non ha alcuna relazione con il movimento del trasmettitore, n\u00e9 le onde trasmesse sono proiezioni materiali. Nulla viene \u00absparato\u00bb fuori dal laser in movimento. Il campo elettrico pu\u00f2 soltanto \u00abimpregnare il mezzo\u00bb al ritmo definito dal mezzo stesso. La luce pu\u00f2 viaggiare soltanto alla velocit\u00e0 luminosa definita dal mezzo dielettrico e dalla sua relazione dimensionale dell\u2019inverso di c al quadrato, una costante numerica. La luce non \u00e8 una proiezione materiale: \u00e8 un processo induttivo, un processo dell\u2019etere.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Einstein \u00e8 dunque in conflitto fondamentale con il radiotecnico? Che cosa direbbe la F.C.C.? Einstein \u00e8 anche in conflitto con la legge di Ohm. Thornberg, un critico della relativit\u00e0, ha mostrato nel suo articolo \u00abReal, or Imaginary Space\u2013Time\u00bb che le relazioni elettromagnetiche derivate da concetti relativistici sono in conflitto con la legge di Ohm. Dal punto di vista dimensionale, cancellando l\u2019inverso del centimetro, si ottiene:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(6) Ampere uguale Ampere pi\u00f9 Volt<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Mele pi\u00f9 arance: ampere e volt sono relazioni dimensionali diverse, quindi NON sono sommabili. Ma con la Teoria della Relativit\u00e0 di Einstein sembra possibile qualsiasi cosa. La forma corretta \u00e8<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(7) Volt per Ampere, ovvero Ohm<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Quindi, riferendoci a (6), si ha<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(8) Ampere uguale Ampere pi\u00f9 Volt per Ohm<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questa \u00e8 la legge di Ohm. Che cosa dobbiamo pensare? Siamo stati ingannati?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come si \u00e8 visto finora, il fattore inverso di c al quadrato sembra rappresentare una sorta di \u00abVirt\u00f9 Universale\u00bb, trovando posto in una moltitudine di relazioni dimensionali. Diventa un \u00abVestigio di Dio\u00bb, sottratto all\u2019esame dei mortali se non attraverso il profeta Einstein. \u00c8 il seme da cui far germogliare una religione. Attraverso l\u2019opera di Albert Einstein, la velocit\u00e0 della luce e la \u00abTeoria della Relativit\u00e0\u00bb hanno in qualche modo generato un fondamento spirituale per la \u00abSociet\u00e0 di Oggi\u00bb. \u00abEhi, fratello, \u00e8 tutto relativo, amico, quindi*\u2026\u00bb. Mettere in discussione Albert Einstein pu\u00f2 persino essere considerato \u00abantisemita\u00bb, e quindi questa visione verr\u00e0 imposta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Einstein, per\u00f2, \u00e8 un falso profeta. La Teoria della Relativit\u00e0 come \u00abSacra Scrittura\u00bb somiglia alla promozione commerciale di un telepredicatore. Nikola Tesla considerava la Relativit\u00e0 la pi\u00f9 grande aberrazione storica del pensiero scientifico. Non \u00e8 altro che un punto di vista filosofico, un virus destinato a infettare una \u00abNuova Era\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dal punto di vista dell\u2019ingegnere elettrico, la Relativit\u00e0 di Einstein \u00e8 \u00abBravo-Sierra\u00bb! Eppure ha messo radici nei concetti fondamentali di Induttanza e Capacit\u00e0. L e C rappresentano coefficienti di processi eterici e, come tali, rappresentano l\u2019etere, non la Relativit\u00e0. Albert Einstein si frappone a Michael Faraday, e ora i Farisei sono Fisici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Una teoria fondamentale della Relativit\u00e0 fu proposta da Charles Proteus Steinmetz, il \u00abMago di Schenectady\u00bb. La sua Relativit\u00e0 era destinata all\u2019ingegnere elettrico. Ne risulta una notevole semplificazione nel calcolo delle onde transitorie sulle linee di trasmissione elettromagnetiche. Questa teoria viene sviluppata in \u00abTheory and Calculation of Transient Electric Phenomena and Oscillation\u00bb, nella sezione \u00abTransients in Space and Time\u00bb. Steinmetz la chiama \u00abMisura mediante la velocit\u00e0\u00bb. Si veda \u00abImpulses, Waves and Discharges\u00bb, da pagina 91 a 93.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel calcolo complesso delle linee di trasmissione, gli operatori esponenziali derivati dai fattori dell\u2019equazione dei telegrafisti di Heaviside sono espressi sia in relazioni dimensionali temporali sia spaziali. \u00c8 come avere mele e arance: non sono sommabili e quindi non possono essere combinati direttamente in un unico operatore esponenziale. Un caso analogo \u00e8 quello della F.E.M., E, in volt, una derivata temporale, e del gradiente dielettrico, d, in volt per centimetro, una derivata spaziale. I due non sono direttamente sommabili.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Queste complicazioni rendono la soluzione generale dell\u2019equazione dei telegrafisti molto complessa, se non impossibile. In effetti, finora non \u00e8 stata sviluppata alcuna soluzione generale! Per superare il problema, Steinmetz utilizz\u00f2 il fatto che l\u2019inverso di c al quadrato \u00e8 una propriet\u00e0 intrinseca delle linee di trasmissione elettromagnetiche. In altre parole, il rapporto tra i fattori spaziali \u00e8 una costante, la velocit\u00e0 della luce. Le dimensioni metriche di spazio e tempo vengono unificate mediante questa costante, c, e gli operatori esponenziali diventano direttamente sommabili.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Steinmetz trasforma cos\u00ec tutte le relazioni dimensionali spaziali della distanza lungo la linea di trasmissione da centimetri a SECONDI LUCE. L\u2019anno luce \u00e8 una relazione metrica equivalente. Si ha:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(9) Centimetri, ovvero Centimetro \u2013 Secondo per unit\u00e0 di Secondo,<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Oppure, nella forma<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(10) Velocit\u00e0 \u2013 Secondo, ovvero Centimetro<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La dimensione spaziale della distanza, in centimetri, viene quindi sostituita dal prodotto della velocit\u00e0 della luce c, in centimetri al secondo, e del tempo t, in secondi: secondi luce, ct, in modo simile a Minkowski. I fattori spaziali e temporali diventano sommabili attraverso la misura mediante la velocit\u00e0. Questo metodo consent\u00ec a Steinmetz di scoprire onde transitorie precedentemente sconosciute nei sistemi di trasmissione. Questa \u00e8 la Teoria della Relativit\u00e0 di Steinmetz: uno strumento tecnico fondamentale, facile da comprendere. Verso la fine della vita, C. P. Steinmetz scrisse un intero libro sulla propria visione di una Teoria Generale della Relativit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Va osservato che la Relativit\u00e0 di Steinmetz e la sua misura mediante la velocit\u00e0 sono utili soltanto in una situazione elettromagnetica trasversale, come quella di una linea di trasmissione E. M. impiegata nell\u2019energia elettrica e nella telefonia. Qui tutta la propagazione \u00e8 espressa attraverso il fattore inverso di c al quadrato. Nelle situazioni che coinvolgono avvolgimenti di trasformatori o le reti utilizzate nei sistemi di trasmissione di N. Tesla, E. F. W. Alexanderson o persino G. Marconi, questo sistema di Relativit\u00e0 non \u00e8 applicabile. La propagazione in queste configurazioni non pu\u00f2 essere rappresentata dall\u2019inverso di c al quadrato, n\u00e9 da una qualsiasi velocit\u00e0. Si veda \u00abTransmission and Reception of Telluric Electric Waves\u00bb di E. P. Dollard.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il lavoro matematico di C. P. Steinmetz segue il percorso tecnico fondamentale inaugurato da Oliver Heaviside. Anch\u2019esso \u00e8 rivolto principalmente alla dimensione temporale; poco viene detto di quella spaziale, salvo nelle relazioni che coinvolgono una velocit\u00e0 di propagazione o nella determinazione di induttanza e capacit\u00e0. I metodi di Steinmetz risultano insufficienti quando si considera la propagazione negli avvolgimenti dei trasformatori. Qui occorre rivolgersi ai successivi lavori di L. V. Bewly, in \u00abTraveling Waves on Transmission Systems\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nei sistemi di trasmissione qui discussi, i campi induttivi dell\u2019elettricit\u00e0 non sono coinvolti in una geometria metallo-dielettrica in movimento. In altre parole, gli induttori e i condensatori sono fermi nello spazio. Sono tuttavia stati considerati in una condizione di movimento relativo interno, come avviene con la variazione dei parametri. Qui i campi di induzione sono CHIUSI all\u2019interno della geometria metallo-dielettrica, che a sua volta \u00e8 ferma nello spazio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La teoria della relativit\u00e0 espressa da Einstein riguarda una condizione in cui induttori e condensatori, insieme ai rispettivi campi magnetici e dielettrici, vengono forzatamente spostati nello spazio. L\u2019induzione elettrica viene cos\u00ec fatta muovere a una velocit\u00e0 diversa da quella naturale. Gli scritti di J. J. Thompson trattano ampiamente questa condizione, ma Einstein non fa riferimento a questo importante lavoro. Con la Relativit\u00e0 di Einstein, l\u2019elettricit\u00e0 viene costretta a un movimento che oltrepassa la propria forza di movimento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Un esempio \u00e8 una comune calamita a barra, che genera un esteso campo di induzione magnetica. Quando la calamita \u00e8 ferma, le sue linee di forza magnetiche presentano soltanto movimenti eterici interni; al di fuori di questi, sono immobili. Se per\u00f2 la calamita viene forzata a muoversi, le linee di forza reagiscono alla forza che la mette in moto. \u00c8 una forza reattiva, molto simile alla F.E.M. Come per la F.E.M. o per i freni di un\u2019automobile, questa forza si manifesta soltanto durante una variazione della velocit\u00e0 rispetto al tempo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(11) Velocit\u00e0 per Secondo, ovvero Accelerazione,<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Oppure<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(<a href=\"\/products\/triangle-radionics-antenna\/\">12<\/a>) Centimetro per Secondo al quadrato<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Se la velocit\u00e0 rimane costante, la forza reattiva \u00e8 nulla. In altre parole, se la calamita e il suo campo induttivo si muovono a velocit\u00e0 uniforme, non si sviluppano forze. Tuttavia, l\u2019energia consumata da questa forza acceleratrice sulla calamita viene destinata in parte alla quantit\u00e0 di moto della sua massa e in parte all\u2019energia immagazzinata nel campo magnetico. Si crea cos\u00ec una condizione in cui il campo magnetico possiede un\u2019apparente quantit\u00e0 di moto meccanica, proprio come la massa fisica della calamita. La quantit\u00e0 di moto totale \u00e8 quindi maggiore di quella che avrebbe il corpo non magnetizzato. Si potrebbe dedurre erroneamente che il corpo fisico acquisti massa in proporzione all\u2019energia della quantit\u00e0 di moto. In realt\u00e0, essa \u00e8 immagazzinata nel campo di induzione magnetica. Il concetto einsteiniano \u00e8 che la calamita diventi \u00abpi\u00f9 pesante\u00bb all\u2019aumentare della velocit\u00e0, ignorando la quantit\u00e0 di moto elettrica. Dal punto di vista della concezione Faraday\u2013Thomson dell\u2019induzione elettrica, \u00e8 un ragionamento errato. Si considera che questa forza inerziale o reattiva, insieme alla quantit\u00e0 di energia immagazzinata, cresca notevolmente quando la velocit\u00e0 della calamita si avvicina a quella della luce. Se le due velocit\u00e0 coincidono, l\u2019intensit\u00e0 della linea di forza e la quantit\u00e0 di energia immagazzinata diventano infinite. Si rappresenta qui il cosiddetto \u00ablimite della velocit\u00e0 della luce\u00bb, assioma della Teoria della Relativit\u00e0 di Einstein. Si ritiene che la calamita a barra \u00abacquisti massa\u00bb in una certa proporzione alla propria velocit\u00e0, fino a diventare infinita alla velocit\u00e0 della luce. Nulla pu\u00f2 quindi superare la luce, e neppure raggiungerne la velocit\u00e0. Un\u2019idea semplicissima, ma fondata su un\u2019inferenza errata se considerata dal punto di vista elettrico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Oliver Heaviside scrisse ampiamente sul campo elettrico in movimento, ma viene ignorato. \u00c8 come se non avesse scritto nulla. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che si dipingesse le unghie di rosa! Un fatto qui non menzionato riguardo alla teoria relativistica \u00e8 che la calamita porta con s\u00e9 un campo di induzione magnetica, mentre in generale la massa fisica non lo fa. Esiste allora una condizione di velocit\u00e0 limite per la materia \u00abnon carica\u00bb? Oppure tutta la materia porta una certa quantit\u00e0 di induzione elettrica che determina una velocit\u00e0 limite? Considerare che la massa fisica grossolana aumenti con la propria velocit\u00e0, ignorando la quantit\u00e0 di moto del campo elettrico, sembra assurdo. Qui sta la falla nello scafo del Titanic della Relativit\u00e0 di Einstein. Si vedano le pagine da 22 a 24 di \u00abElectricity and Matter\u00bb, di J. J. Thompson, e \u00abOccult Aether Physics\u00bb, di W. Lyne.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Elettricit\u00e0, scienza atomica e relativit\u00e0:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Finora abbiamo sviluppato il significato generale del concetto di inverso di c al quadrato. Abbiamo quindi ottenuto una comprensione pi\u00f9 ampia di ci\u00f2 che si intende per \u00abvelocit\u00e0 della luce\u00bb. \u00c8 preferibile non considerare c una velocit\u00e0, ma un rapporto di proporzionalit\u00e0 tra tempo e spazio. Proprio perch\u00e9 \u00e8 un rapporto, c \u00e8 dimensionalmente equivalente a una velocit\u00e0; non dovrebbe per\u00f2 essere considerato una velocit\u00e0 in s\u00e9.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Abbiamo inoltre visto che la luce non va considerata una proiezione materiale: non lo \u00e8, non \u00e8 il \u00abcereale sparato dai cannoni\u00bb. \u00c8 una propagazione del mezzo stesso. Per un trasmettitore in movimento, il cosiddetto \u00abeffetto Doppler\u00bb mantiene il bilancio energetico, aumentando la frequenza in proporzione alla velocit\u00e0 del trasmettitore. La lunghezza d\u2019onda si accorcia di conseguenza. La velocit\u00e0 luminosa dell\u2019onda trasmessa \u00e8 quindi sempre c, una costante. Abbiamo accennato al concetto di \u00abisteresi, o velocit\u00e0\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Infine, attraverso i concetti di Faraday\u2013Thompson, abbiamo visto che la quantit\u00e0 di moto meccanica e quella elettrica sono due forme distinte di accumulo energetico. Questo elimina qualsiasi cosiddetta \u00abEquivalenza Massa\u2013Energia\u00bb: nessuna E uguale mc al quadrato. Nella realt\u00e0, non nella relativit\u00e0, \u00e8 la quantit\u00e0 di moto del campo elettrico stesso a crescere asintoticamente quando la velocit\u00e0 fisica si avvicina a quella della luce. Queste idee poggiano sui fondamenti stessi della Teoria Elettrica, come mostrato in \u00abElectricity and Matter\u00bb. Albert Einstein le ignora nella propria Teoria della Relativit\u00e0: semplicemente non esistono. Questo \u00e8 esposto in \u00abOccult Aether Physics\u00bb. Einstein ha sostituito il ragionamento logico con una forma di misticismo: \u00e8 un mistico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Rileggendo gli scritti di J. J. Thompson, vediamo emergere la Scienza Atomica nella sua forma iniziale. Concetti oggi considerati dominio di Albert Einstein erano in realt\u00e0 di J. J. Thompson. Per esempio, nel suo libro \u00abElectricity and Matter\u00bb \u00e8 presentata l\u2019idea del Planck, una quantit\u00e0 di induzione. Cito da pagina 63:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00abI tubi di Faraday che si estendono attraverso l\u2019Etere non possono essere considerati come se lo riempissero completamente. Vanno piuttosto visti come fili discreti immersi in un Etere continuo, al quale conferiscono una struttura fibrosa. Ma, se cos\u00ec \u00e8, secondo la concezione dell\u2019onda luminosa che abbiamo adottato, l\u2019onda stessa deve avere una struttura e il suo fronte, anzich\u00e9 essere per cos\u00ec dire uniformemente illuminato, sar\u00e0 rappresentato da una serie di punti luminosi corrispondenti ai luoghi in cui i tubi di Faraday intersecano il fronte\u00bb. Ecco il Planck, Q. Thompson ne d\u00e0 qui la grandezza come quella di un tubo unitario di Faraday, pari a un coulomb. Quanto \u00e8 grande, dunque, un Planck?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In \u00abElectricity and Matter\u00bb, J. J. Thompson stabilisce il concetto di Energia Atomica, anticipando Einstein di un decennio. Cito da pagina 111:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00abPrendiamo il caso dell\u2019atomo di idrogeno, per il quale n \u00e8 uguale a 1000, dove n \u00e8 il numero di tubi di Faraday o corpuscoli elettronici, e attribuiamo ad a il valore solitamente assunto nella teoria cinetica dei gas per il raggio dell\u2019atomo, cio\u00e8 10 alla meno 8 centimetri. L\u2019energia \u00e8 quindi 1,02 per 10 alla pi\u00f9 19 erg; questa quantit\u00e0 di energia sarebbe sufficiente a sollevare un milione di tonnellate a un\u2019altezza superiore a cento iarde\u00bb. Qui J. J. Thompson non fornisce soltanto una relazione dimensionale per l\u2019Energia Atomica, ma stabilisce anche la grandezza del Planck attraverso i tubi di induzione nell\u2019atomo di idrogeno. Thompson indica 1000 corpuscoli; noi diciamo un elettrone. Si ha quindi un\u2019induzione dielettrica, psi, in coulomb, di 1000 linee per elettrone. Ora il Planck pu\u00f2 essere quantificato. Com\u2019\u00e8 possibile che Einstein ignori tutte queste informazioni nella sua Teoria della Relativit\u00e0?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per comprendere meglio il concetto einsteiniano di \u00abRelativit\u00e0\u00bb, occorre presentare alcuni concetti:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) Trasformazione galileiana<br \/>(2) Trasformazione di Lorentz<br \/>(3) Spazio-tempo di Minkowski<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questi argomenti normalmente non rientrano nell\u2019ambito dell\u2019elettrotecnica. In breve, la trasformazione galileiana fissa un punto di riferimento nello spazio dal quale osservare i movimenti che vi avvengono. Non si attribuisce nulla allo spazio stesso. Ne deriva il concetto che la Terra non sia il centro dell\u2019Universo, ma lo sembri soltanto a chi si muove con essa. Quando il sistema di coordinate dell\u2019osservazione viene \u00abtrasformato\u00bb da quello terrestre a quello solare, il Sole appare il centro dell\u2019Universo. Il processo pu\u00f2 proseguire per stadi, fino a raggiungere un sistema di coordinate in quiete universale, il \u00abRiferimento Cosmico\u00bb. Nikola Tesla lo realizz\u00f2 con mezzi elettrici. La Relativit\u00e0 di Einstein dice che non \u00e8 possibile, che non si pu\u00f2 trovare alcun Riferimento Cosmico. Tutto \u00e8 relativo, e deve esserlo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Einstein sostituisce l\u2019idea di una trasformazione galileiana con quella di una trasformazione di Lorentz. Quest\u2019ultima \u00e8 per certi versi simile all\u2019effetto Doppler: \u00e8 un fattore numerico per il quale l\u2019impedenza al movimento aumenta asintoticamente mentre la velocit\u00e0 si avvicina a quella della luce. \u00c8 data dalla relazione<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) Uno meno il rapporto tra il quadrato della velocit\u00e0 e c al quadrato<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Indicando questa relazione con il fattore gamma al quadrato, si ha la differenza tra alfa al quadrato e beta al quadrato:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(2) Gamma al quadrato, ovvero alfa al quadrato meno beta al quadrato<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Qui alfa \u00e8 uguale a uno, e beta \u00e8 definito come rapporto tra la velocit\u00e0 di movimento v e quella della luce c. La relazione (2) rappresenta quindi un\u2019iperbole. Gamma al quadrato \u00e8 dunque<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(3) Uno al quadrato meno v al quadrato diviso c al quadrato<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La trasformazione di Lorentz viene poi definita come inverso di gamma: vale uno per una velocit\u00e0 di movimento nulla e infinito per una velocit\u00e0 pari a quella della luce. Secondo il ragionamento relativistico, l\u2019impedenza al movimento fisico \u00e8 quindi infinita alla velocit\u00e0 c. Ma questo vale forse soltanto per le particelle cariche e non per la materia fisica grossolana?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Poich\u00e9 la trasformazione di Lorentz \u00e8 la radice quadrata di una funzione iperbolica, se ne pu\u00f2 dedurre l\u2019esistenza di un altro \u00abcosiddetto Universo\u00bb, nel quale una particella non pu\u00f2 rallentare fino alla velocit\u00e0 della luce. Esiste quindi una coppia di condizioni: un gruppo di particelle non pu\u00f2 essere accelerato fino alla velocit\u00e0 della luce e un gruppo coniugato non pu\u00f2 essere decelerato fino a quella velocit\u00e0. Accidenti, signor Mago, Einstein non ce l\u2019aveva mai detto!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Abbiamo gi\u00e0 discusso lo spazio-tempo di Minkowski, ma ricapitoliamo: lo spazio cartesiano di terzo ordine diventa spazio di Minkowski di quarto ordine aggiungendo una coordinata, o lunghezza, fittizia, ricavata come secondo luce, ct. Per fare il \u00abbrillante\u00bb, Minkowski associa a questa lunghezza immaginaria un operatore versore, la radice quadrata di meno uno. Si utilizzano coordinate gaussiane.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Combinando i termini della funzione iperbolica con versore della trasformazione di Lorentz con quelli del quadrispazio di Minkowski si ottengono 16 coordinate, erroneamente chiamate dimensioni. Consideriamo l\u2019operatore versore sulla quarta coordinata, ossia il secondo luce: qui esistono quattro distinti \u00abcontinui spazio-temporali\u00bb in due riferimenti temporali in quadratura, tutti con la velocit\u00e0 della luce come polo comune. La situazione \u00e8 ormai smisuratamente complicata, ma con abilit\u00e0 da avvocati i fisici einsteiniani cancellano tutti i termini che non corrispondono all\u2019idea prescelta. Se ne pu\u00f2 dedurre che A. Einstein non fosse un gran matematico e che, ignorando J. J. Thompson, non fosse nemmeno un gran scienziato. Non un matematico, non uno scienziato, non un ingegnere: che cos\u2019era allora Albert Einstein? Un Mistico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le conoscenze elettriche fondamentali si basano sulle teorie note come \u00abFaraday\u2013Maxwell\u00bb. Da questa \u00abforma originaria\u00bb si sono sviluppate la<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) Teoria Maxwell\u2013Thompson<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(2) Teoria Maxwell\u2013Heaviside<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(3) Teoria Maxwell\u2013Lorentz<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(4) Teoria Maxwell\u2013Einstein<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Maxwell ha molti interpreti, ma dove sono le sue parole? \u00c8 un po\u2019 come il cristianesimo: molte religioni, molte chiese, ma niente Ges\u00f9. Ges\u00f9 non \u00e8 un ospite gradito in nessuna chiesa, e nemmeno Maxwell. \u00c8 una propriet\u00e0 intrinseca della Societ\u00e0 Umana. \u00c8 scritto, l\u2019esito \u00e8 immancabilmente fatale: Ges\u00f9 a 33 anni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel far progredire la teoria elettrotecnica, C. P. Steinmetz abbandon\u00f2 del tutto Maxwell. Svilupp\u00f2 cos\u00ec le sue importanti equazioni del trasformatore, fondamento stesso della teoria dei trasformatori. Qui si intravede il primo abbozzo di una teoria delle onde elettriche longitudinali. Steinmetz rivolse principalmente i propri sforzi alla dimensione metrica del tempo, utilizzando idee e termini derivati da Oliver Heaviside. La dimensione dello spazio \u00e8 trattata soprattutto in termini di velocit\u00e0, ossia come spazio-tempo. Nello sviluppo dei concetti di Faraday e di induttanza e capacit\u00e0, la dimensione spaziale viene considerata autonomamente, ma solo in misura limitata. Sembra proprio che non riusciamo a separare lo spazio dalla velocit\u00e0 della luce.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019esperimento di trasmissione longitudinale di Lamare \/ Intermezzo N.F.G.:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ho ricevuto il pacchetto di materiali di Lamare ed \u00e8 molto bello vedere l\u2019attivit\u00e0 che ha suscitato. Non so con certezza come sia costruita l\u2019antenna sferica n\u00e9 quali configurazioni di campo generi, quindi non posso commentare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Qui a Lone Pine c\u2019\u00e8 N.F.G. in abbondanza. Per me, qui, N.F.G. \u00e8 stata l\u2019Annenburg Foundation di Los Angeles. Inutili einsteiniani. La solita storia: \u00abOh s\u00ec, ti aiuter\u00f2, lascia che ti custodisca l\u2019albero di trasmissione, andr\u00e0 tutto bene\u00bb. Poi \u00e8 sparito tutto. Ingannato di nuovo. Inoltre, il misticismo orientale blocca i miei scritti sul forum!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Non riesco a capire perch\u00e9 ci\u00f2 che ho mostrato ripetutamente con esperimenti e teoria sembri sfuggire a tutti. Non uso altro che scienza e matematica da scuola superiore. L\u2019ostacolo pu\u00f2 essere attribuito soltanto a un misticismo patologico o a un ritardo mentale. Mentre il secondo \u00e8 intrinseco, il primo \u00e8 indotto. Non stupisce forse che l\u2019unico uomo di Lone Pone che capisce ci\u00f2 che dico sia un camionista, Bart? La mia serie su Einstein \u00e8 nata grazie a lui ed \u00e8 quindi dedicata a lui.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019esperienza mistica \u00e8 la forza che spinge verso la scienza. \u00c8 transitoria. Il misticismo si dissolve nella Scienza, che poi porta frutto nell\u2019Ingegneria. Il misticismo, come lo definisco nei miei scritti, non \u00e8 transitorio: \u00e8 continuo e quindi odia la Scienza. Senza un mistero, il mistico non \u00e8 pi\u00f9 il sacerdote. Questa \u00e8 un\u2019Epistemologia Platonica. Si basa sulla Fede, non sulla Ragione. Nel cristianesimo \u00e8 una necessit\u00e0, ma nella maggior parte dei casi questa Fede poggia su ragionamenti nebulosi. Con abilit\u00e0 da avvocati, i suoi fattori cambiano significato a seconda della loro posizione nello spazio, nel tempo o dell\u2019\u00abatteggiamento\u00bb. Il ragionamento platonico \u00e8, in ultima analisi, totalitario. Si veda \u00abOccult Science Dictatorship\u00bb di Lyne.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questo ragionamento platonico viene poi ripreso da Einstein e trasformato in una visione cabalistico-esistenzialista della realt\u00e0 fisica, in diretto conflitto con le Leggi della Natura. Einstein \u00e8 l\u2019immagine di una creatura suprema e infallibile, da considerare un Dio. La societ\u00e0 odierna della forza dell\u2019io ne \u00e8 il fiore: io, mio, me, e tu, tu sei un pezzo di ****! Qui sta il fondamento dell\u2019estinzione della Scienza e dell\u2019Ingegneria negli U.S.A. Accidenti, signor Mago, vogliono ucciderci? Si veda la filosofia della religione globale giudaico-buddista di Commonweal\u2013Michael\u2013Lerner. Dire altro su Einstein sarebbe, come disse Oliver, \u00abuccidere chi \u00e8 gi\u00e0 stato ucciso\u00bb. Lasciamo in pace i cani morti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma, continuando a compiacere il pubblico, Bearden ci riporta dritti al misticismo. Peggio ancora, \u00e8 un disinformatore che si assicura che nessuno capisca Tesla. Che cosa direbbe Israele delle \u00abarmi di Tesla\u00bb in Iran? O vorremmo averle nelle mani di Israele?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Poi ci sono i Corum, K. L. e J. F. Questo \u00e8 il P.E.E.E. Lasciateli perdere: qui non c\u2019\u00e8 alcuna conoscenza di Tesla. E poi A. Puharich, che non \u00e8 il suo vero nome. Ricordate che all\u2019\u00abUltima Cena\u00bb R. Josh Reynolds tagli\u00f2 i finanziamenti ad A. Puharich, dicendo che io avevo fatto di pi\u00f9 vivendo di buoni alimentari di quanto lui avesse fatto con milioni di dollari. Su tutto questo sono QRU. In realt\u00e0, sembra che soltanto io riesca a capire Tesla, e immagino che questo dovrebbe farmi piacere. E questo \u00e8 quanto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In questo momento sto studiando i dettagli necessari a proseguire la serie di scritti su Induttanza e Capacit\u00e0. Le relazioni dimensionali consolidate sono N.F.G., persino negli scritti di C. P. Steinmetz. Troppe dimensioni cancellate attraverso valori unitari e molti versori mancanti nello spazio. Per esempio, nei calcoli dell\u2019Induttanza, il raggio di un cerchio \u00e8 una linea e la circonferenza \u00e8 un cerchio. Abbiamo quindi due sistemi di coordinate distinti, o espressioni vettoriali, una sorta di quadratura spaziale. Pertanto<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>c = 2\u03c0r Centimetri<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>non \u00e8 completo dal punto di vista vettoriale; si ha<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>c = 2 \u03c0kr Centimetri<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>dove k \u00e8 un operatore versore. Quindi c e 2\u03c0r non sono intercambiabili. \u00c8 una complicazione importante nelle relazioni dimensionali di Induttanza e Capacit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Quanto al fattore pi greco diviso due nella Velocit\u00e0 Longitudinale, rappresenta un\u2019integrazione e non \u00e8, di per s\u00e9, una velocit\u00e0 effettiva. Questo fattore pu\u00f2 anche derivare da una deduzione impropria delle costanti distribuite delle strutture di trasmissione. Lo mostra l\u2019articolo I.R.E. \u00abElectrical Oscillations in Antennae and Induction Coils\u00bb, J. Miller, 1919.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La propagazione di un\u2019Onda Elettromagnetica Trasversale \u00e8 data dalla relazione dimensionale<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Centimetro al Secondo,<br \/>Ovvero Velocit\u00e0, v<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questo rappresenta il rapporto tra spazio, in centimetri, e tempo, in secondi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In forma coniugata, la costante di propagazione di un\u2019Onda Magneto-Dielettrica Longitudinale \u00e8 data dalla relazione dimensionale<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inverso del Centimetro, per Secondo,<br \/>Ovvero Inverso di (Centimetro \u2013 Secondo)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Controvelocit\u00e0, u.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questo \u00e8 il rapporto tra controspazio, in inversi di centimetro, e tempo, in secondi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In una forma alternativa, la costante di propagazione T.E.M. \u00e8 la radice quadrata del prodotto di<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Henry al Secondo, Mu<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Farad al Secondo, Epsilon.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per la costante di propagazione L.M.D., invece, \u00e8 la radice quadrata del prodotto di<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inverso di (Henry \u2013 Centimetro)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inverso di (Farad \u2013 Centimetro)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La costante di propagazione composta \u00e8 quindi la sovrapposizione della velocit\u00e0 v e della controvelocit\u00e0 u. Le due non sono dimensionalmente sommabili, quindi occorrono un versore e una trasformazione dimensionale in centimetri quadrati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019onda T.E.M. si propaga sempre lungo l\u2019asse della geometria metallica, tangente al confine metallico, come nel \u00abcavo coassiale\u00bb. Al contrario, l\u2019onda L.M.D. \u00e8 sempre perpendicolare all\u2019asse della geometria metallica, normale al confine metallico, come nell\u2019\u00abavvolgimento del trasformatore\u00bb. La propagazione complessa risultante di v e u \u00e8 una spirale con un angolo d\u2019inclinazione rispetto agli assi metallici dell\u2019avvolgimento. Dove le onde T.E.M. penetrano nel metallo, con flusso di elettroni, l\u2019onda L.M.D. lo aggira, senza flusso di elettroni e quindi senza resistenza ohmica. Il fattore pi greco diviso due \u00e8 la propagazione composta soltanto per un particolare insieme di parametri. Si veda la parte \u00abThe Oscillating Coil\u00bb di \u00abTheory of Wireless Power\u00bb, E. P. Dollard. Si noti che nelle tabelle si sono insinuati errori, ma le equazioni sono corrette. Perch\u00e9 i Corum non sono riusciti a capirlo? Perch\u00e9 non fanno alcun riferimento ai lavori di Blume, Bewely, Dollard e altri su questo tema? Allora, signori Corum?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Un fatto importantissimo che sfugge all\u2019attenzione di Meyl e altri \u00e8 che le reti di trasmissione di Tesla sono MONOPOLARI. I concetti dipolari tanto cari a tutti finiscono ora nello scarico del gabinetto (rutto). Dimenticate Bearden, dimenticate Meyl: \u00e8 merda da buttare nel cesso! Tesla aggira il concetto di pi\u00f9 e meno: esiste un solo polo, il pi\u00f9. Questa \u00e8 una vera corrente alternata \u00abmonofase\u00bb, con un solo filo. \u00c8 un concetto filosoficamente dirompente per la dualit\u00e0 Dio contro Diavolo. Dio non ha un polo opposto: \u00e8 uno, soltanto positivo. Questo \u00e8 il segreto del concetto di trasmissione di Tesla. Azione contro Reazione viene cos\u00ec annullata.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Considerando una bobina risonante nel suo modo fondamentale di oscillazione, come la \u00abbobina extra\u00bb di Tesla, il potenziale e all\u2019estremit\u00e0 terminale \u00e8 in anticipo di fase temporale di 90\u00ba (\u03c0\/2 radianti) rispetto alla F.E.M. E all\u2019estremit\u00e0 inferiore. Ci\u00f2 \u00e8 espresso dalla relazione<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E = (b\/a)*jE<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dove<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>e \u00e8 il Potenziale Elettrostatico in Volt<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E \u00e8 la Forza Elettromotrice in Volt<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>a \u00e8 il Fattore di Potenza<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>b \u00e8 il Fattore di Induzione della Bobina Oscillante<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Si vede cos\u00ec che non \u00e8 possibile alcuna circolazione delle linee di flusso; la bobina diventa quindi \u00abtrasmissiva longitudinalmente\u00bb. Il potenziale e e la F.E.M. E esistono in riferimenti temporali separati. Questo rapporto non pu\u00f2 essere prodotto da una linea T.E.M. a due fili di un quarto d\u2019onda, perch\u00e9 l\u00ec prevalgono le leggi della circuitazione. Occorre un solo filo, configurato in modo da permettere la propagazione normale all\u2019asse del confine metallico, L.M.D.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Racchiudere il terminale elettrostatico di un sistema di trasmissione Tesla in una sfera metallica non riuscir\u00e0 quindi a schermare le linee radiali di forza dielettrica, mentre un sistema dipolare racchiuso nella sfera non pu\u00f2 uscirne, salvo ci\u00f2 che sfugge dall\u2019apertura d\u2019ingresso della linea di trasmissione. \u00c8 cos\u00ec semplice, ma nessuno lo capisce. Tutti tornano a Bearden, Corum, Meyl e rimangono nel mistero. PERCH\u00c9?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Applicando la nozione di \u00abguadagno d\u2019antenna\u00bb alla propagazione T.E.M. e L.M.D. emergono alcune considerazioni. La direttivit\u00e0 delle onde T.E.M. si basa sulla relazione dimensionale spaziale dell\u2019area. Un guadagno elevato corrisponde a una grande apertura, in centimetri quadrati: una grande parabola. Dimensionalmente si esprime come<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Area uguale a<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Larghezza per k*Altezza<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questo \u00e8 un prodotto vettoriale; k \u00e8 l\u2019operatore di angolo retto, un versore adimensionale. La propagazione dell\u2019onda \u00e8 normale alla superficie di quest\u2019area data da larghezza vettorialmente moltiplicata per altezza, lungo l\u2019asse del versore k. Heaviside lo chiama<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Vwh = l<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il prodotto trasversale di larghezza e altezza \u00e8 una lunghezza. V \u00e8 il suo operatore di prodotto vettoriale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per l\u2019onda L.M.D. la situazione \u00e8 molto diversa. La direttivit\u00e0 \u00e8 collineare, o assiale. Dimensionalmente si esprime come<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lunghezza per Lunghezza<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Uguale a Lunghezza al quadrato<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La propagazione dell\u2019onda \u00e8 collineare con questa lunghezza al quadrato. Questa \u00abantenna\u00bb assiale deve ora avere una forma controspaziale, ossia essere suddivisa. La lunghezza fisica apparente \u00e8 soltanto una risultante integrata, derivata dalla somma di intervalli controspaziali. Un righello con il pollice suddiviso in 16 parti ha una lunghezza fisica di un piede. Per le onde L.M.D., quindi, una \u00abgrande parabola\u00bb potrebbe non essere la strada giusta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma, seguendo un altro ragionamento, dato che non abbiamo ancora Verit\u00e0 consolidate, consideriamo le \u00abonde sonore elettriche\u00bb nell\u2019Etere. Dopotutto \u00e8 ci\u00f2 che diceva Tesla. Si veda il lavoro di Thornberg sulle \u00abMaxwellian electric sound waves in the Aether\u00bb. Occorre quindi realizzare un analogo elettrico del suono. Helmholtz cerca di affrontare la questione, ma Heaviside osserva che la matematica non va bene.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019analogia con le onde sismiche P e S sembra promettente. Serve un\u2019alternativa a Mu in henry per centimetro e a Epsilon in farad per centimetro. Nella teoria L.M.D. non compaiono Mu ed Epsilon, ma gli inversi di (Henry \u2013 cm) e di (Farad \u2013 cm). Lo si vede negli articoli sulle onde P e S che Lamare mi ha inviato. Tesla elogiava Helmholtz, ma potrebbe servire un altro Oliver per far funzionare il tutto. Qui una \u00abgrande parabola\u00bb potrebbe funzionare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Infine, sul forum \u00abHeretical Builder\u00bb ho pubblicato un\u2019\u00abantenna\u00bb Alexanderson per la banda radioamatoriale dei 160 metri. \u00c8 una struttura di guida d\u2019onda scalare nello spazio e non ha lunghezza d\u2019onda: da qui \u00abscalare spaziale\u00bb. La rete \u00e8 scalata a partire dalla versione a 18,6 kilocicli realizzata per la Marina presso la stazione KET di Bolinas, in California. \u00c8 stata scelta una scala di 100 a 1, quindi 18,6 kc diventano 1860 kc, una frequenza radioamatoriale. Questa rete produce una propagazione dielettrica longitudinale, senza componente magnetica: pure \u00abonde dielettriche\u00bb, alla J. J. Thomson. Potrebbe essere possibile una trasmissione scalare spaziale tra unit\u00e0 identiche sincronizzate in fase. Un ottimo progetto per radioamatori, che per\u00f2 non troverete su QST. Ma nessuno lo realizza. La radio amatoriale, un tempo considerata una Risorsa Tecnica Nazionale, \u00e8 forse diventata un inutile passatempo di autonegazione? Se cos\u00ec fosse, la F.C.C. non la considerer\u00e0 pi\u00f9 valida e prender\u00e0 provvedimenti per eliminarla gradualmente con qualche \u00ablegge fantasiosa sul 911\u00bb. Torniamo dunque ai dipoli di Bearden che fracassano elettroni sull\u2019autostrada 405, ai giocattoli Edmund Scientific di Meyl e alle masturbazioni matematiche dei Corum sulla bobina risonante, ai piedi del pappagallo con una sola ala? Spero di no!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Einstein, Tesla e il Mago di Oz:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Einstein e le sue teorie possono essere rappresentati da una storia di animali. Per come emerge dai suoi scritti, la Relativit\u00e0 come \u00abpacchetto di idee\u00bb \u00e8 per molti aspetti simile all\u2019\u00abuovo del cuculo\u00bb. Il cuculo non costruisce un proprio nido: cerca quello adatto tra i nidi degli altri uccelli e vi depone l\u2019uovo. Dopo la schiusa, il suo pulcino spinge gli altri fuori dal nido, oltre il bordo. Questo \u00e8 il ciclo di crescita della Relativit\u00e0 proposta da Einstein.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per comprendere il ragionamento einsteiniano, prendiamo alcune relazioni logiche da \u00abRelativity\u00bb di Albert Einstein, Random House Publisher, 1916, pagina 50. Si ha:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(1) La proposizione (A) \u00e8 la Teoria Elettrodinamica, Maxwell\u2013Lorentz.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(2) La proposizione (B) \u00e8 la Teoria Relativistica, Einstein\u2013Minkowski.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(3) Molti esperimenti sono a favore di (A), oppure anche a favore di (B).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(4) Questi esperimenti \u00ablimitano le possibilit\u00e0 teoriche\u00bb, cos\u00ec che soltanto (A) supera la prova dell\u2019esperienza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>(5) Alcuni esperimenti concordano con (A) mediante un\u2019\u00abIpotesi Ausiliaria\u00bb, che \u00e8 \u00abestranea senza (B)\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Consideriamo l\u2019affermazione di Einstein nella stessa pagina 50:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00abNel trattare teoricamente questi elettroni, ci troviamo davanti alla difficolt\u00e0 che la teoria elettrodinamica, da sola, non \u00e8 in grado di spiegare la loro natura\u00bb. \u00abInfatti le masse elettriche che costituiscono l\u2019elettrone dovrebbero necessariamente disperdersi sotto l\u2019influenza delle reciproche repulsioni, a meno che tra esse non agiscano forze di altro tipo, la cui natura ci \u00e8 finora rimasta oscura\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Forze di altro tipo: intendete le linee di forza dielettrica, sottratte all\u2019oscurit\u00e0 dal concetto Faraday\u2013Thompson di induzione? Ogni elettrone \u00e8 l\u2019estremit\u00e0 mobile di una quantit\u00e0 di linee di forza dielettrica, che si contraggono e si allungano come elastici, mettendo in moto l\u2019elettrone terminale. Nel caso termoelettronico, la contrazione tira l\u2019elettrone; nel raggio catodico, l\u2019allungamento \u00e8 trascinato dall\u2019elettrone. Nel primo caso le linee di forza si dissipano, nel secondo vengono proiettate; in entrambi gli elettroni assumono un moto simile a raggi, mentre le linee di forza non partecipanti riempiono i vuoti e li dirigono. Gli elettroni viaggiano quindi in linee rette, ossia raggi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questi fatti sono noti fin dall\u2019invenzione iniziale del \u00abtubo a vuoto\u00bb da parte di Sir William Crookes, che condusse all\u2019esteso lavoro sperimentale sulla scienza atomica di J. J. Thompson e Nikola Tesla. Si vede qui che il cosiddetto elettrone \u00e8 soltanto un\u2019ombra: la sua apparente massa fisica \u00e8 solo quantit\u00e0 di moto elettrica. L\u2019elettrone non ha massa a riposo. Viene qui descritto come niente pi\u00f9 che un \u00abpunto d\u2019ancoraggio\u00bb divelto, preso dalle tensioni delle linee di forza dielettrica. Sono le estremit\u00e0 spezzate di un pacco di spaghetti rotto a met\u00e0. Ovviamente questo ragionamento non \u00e8 benvenuto nel regno della Teoria della Relativit\u00e0 di Einstein. Dobbiamo credere che Einstein non conoscesse il pi\u00f9 importante lavoro teorico e sperimentale del suo tempo?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Proseguiamo da \u00abRelativity\u00bb di Albert Einstein, pagina 51.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00abLa seconda classe di fatti a cui abbiamo accennato riguarda la questione se il movimento della Terra nello spazio possa essere reso percepibile mediante esperimenti terrestri\u00bb\u2026 \u00abTutti i tentativi di questa natura hanno dato esito negativo\u00bb. La Relativit\u00e0 di Einstein conduce alla conclusione che non possa esistere alcun punto di riferimento in senso galileiano: tutti i punti di riferimento sono relativi tra loro. Questa relativit\u00e0 si esprime in una trasformazione di Lorentz anzich\u00e9 in una trasformazione galileiana. Non \u00e8 possibile un riferimento assoluto: tutto \u00e8 relativo. Ci\u00f2 equivale a negare l\u2019esistenza di Dio. Si dimentica che la relativit\u00e0 non trov\u00f2 favore ai suoi tempi proprio per questo motivo: \u00e8 atea. Come l\u2019Esistenzialismo o il Cubismo, il Relativismo rappresenta un costrutto filosofico estremamente distruttivo con cui affliggere l\u2019uomo moderno. Queste forze filosofiche distruttive fiorirono nel \u00abTerzo Reich\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le forze dielettriche monofase sviluppate attraverso il lavoro di Nikola Tesla annullano le relazioni relativistiche. Attraverso una particolare isteresi spazio-temporale, Tesla si \u00abcolleg\u00f2 elettricamente a terra\u00bb a un sistema galileiano di coordinate di ordine zero. Anche i tubi proiettori di raggi catodici da lui utilizzati negli studi atomici annullano le relazioni relativistiche. Le sue osservazioni sulla \u00abmateria radiante\u00bb indicano l\u2019esistenza di raggi cosmici dall\u2019immenso potere penetrante, che si muovono cinquanta (50) volte pi\u00f9 velocemente della luce, le particelle di Le Sage. Qui Albert Einstein \u00e8 in diretta contraddizione con le ricerche sperimentali di Nikola Tesla e nella completa ignoranza di quelle di J. J. Thompson. Einstein \u00abdepose il suo uovo\u00bb nel \u00abnido di Faraday\u00bb. Da questo momento, la \u00abFisica Teorica\u00bb si separa dalla \u00abScienza Elettrica\u00bb. A sua volta, la Fisica Teorica fece di Maxwell, il \u00abfiglio\u00bb di Faraday, una \u00abP*ttana\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Di recente, il quotidiano \u00abLos Angeles Times\u00bb ha pubblicato una serie di editoriali lunghi una pagina su Einstein, come operazione di \u00abcontenimento dei danni\u00bb dopo gli esperimenti europei del C.E.R.N. sulle particelle superluminali. Il L.A. Times \u00e8 duro: afferma che il C.E.R.N. \u00e8 stato irresponsabile e deve chiedere il permesso di pubblicare risultati simili! Editoriali successivi presentano Einstein come autorit\u00e0 suprema, maestro spirituale e cos\u00ec via. Beh, dopotutto, Lui spinse per realizzare una bomba E uguale mc al quadrato con cui attuare il genocidio del popolo tedesco. Un vero sant\u2019uomo, non credete?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come epilogo, quando Albert Einstein arriv\u00f2 in America, tra elogi e fanfare, fu naturalmente presentato a T. A. Edison, lo scienziato-inventore americano del \u00abgrasso per assali e travi di legno\u00bb. Edison, \u00absimile a un coyote\u00bb, gli sottopose astutamente uno dei test d\u2019intelligenza della sua azienda. Einstein non and\u00f2 molto bene: non conosceva la velocit\u00e0 del suono! \u00c8 possibile che Einstein sia soltanto un\u2019altra versione di Marconi, entrambi in opposizione a Tesla? Infine, il 1 gennaio 200, una copertina di Time Magazine proclama Albert Einstein \u00abUomo del Secolo\u00bb. Siamo stati davvero ingannati!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ed eccoci qui. Siamo penetrati nel Gigantesco Pappagallo con una Sola Ala. Mentre le moltitudini tremavano ai piedi di questo idolo imponente, il Barboncino gli \u00e8 girato dietro, rivelando nient\u2019altro che un minuscolo operatore da circo a una piccola consolle. Questo idolo formidabile non \u00e8 che un gigantesco OGGETTO DI SCENA CIRCENSE! Ora possiamo tornare in Kansas?<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>borderlandresearch<\/p>\n\n<p><em>Questo articolo \u00e8 proposto come materiale d\u2019archivio di carattere storico e simbolico, rivolto a chi pratica queste discipline. Non costituisce consiglio medico, diagnosi, trattamento n\u00e9 indicazione sanitaria.<\/em><\/p>\n\n<\/section>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La teoria dell\u2019antirelativit\u00e0, di E. P. Dollard. 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