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Onde nere

I messaggi racchiusi nel cuore di certe scoperte e invenzioni possono richiedere anni di ricerca assidua per essere decifrati. Credo che sia così…

Illustrazione d’archivio per «Onde nere»
Immagine d’archivio per Onde nere

Spesso i messaggi racchiusi nel cuore di certe scoperte e invenzioni richiedono anni di ricerca assidua per essere decifrati. Credo che ciò accada perché percepiamo che lo Spazio stesso è Intelligente e che ogni Raggio di Scoperta inviato a un destinatario sensibile porta con sé messaggi profondi sui nuovi fondamenti dai quali prende origine.

È il caso delle grandissime e profonde scoperte del dott. Thomas Henry Moray, i cui appunti e lettere vengono esaminati da decenni con pochi progressi, forse soltanto nel campo della filosofia e della comprensione di base dello Spazio. A nostro avviso, questo accade perché nessuno ha svolto un lavoro significativo di ulteriore sviluppo fisico dei progetti di questo grande scopritore. Tutto il lavoro successivo è stato verbale e cognitivo. Alcuni dispositivi di fama leggendaria hanno senz’altro la capacità di suscitare una concentrazione mentale tanto intensa in gruppi di persone predisposte.

Di recente ho avuto la fortuna di compiere una serie di osservazioni che potrebbero custodire il segreto di una nuova fonte di potere per noi, e un mezzo per svelare molti dei misteri che hanno catturato la nostra immaginazione, le nostre speranze e le nostre aspettative. Da molto tempo studio attentamente le energie telluriche, ossia le energie delle vene della Terra, e sperimento le diverse sensazioni che accompagnano gli impulsi regolari all’interno di questi cristalli del terreno.

La prima da menzionare è l’energia del Raggio Nero, di cui parlerò in alcuni articoli futuri e la cui presenza emozionante si avverte lungo tutto il percorso di ogni principale linea tellurica. Questo Raggio Nero si vede e si sente come una zona nera splendente, dotata di una capacità di assorbimento estrema, e si osserva soprattutto di notte vicino a determinate strutture naturali o costruite dall’uomo.

Osservando attentamente intorno ai lampioni in certi periodi invernali, dopo il tramonto, si possono vedere queste aureole di oscurità radiante e splendente. Sono zone concentrate in punti precisi e sembrano emanare da punti specifici di muri in pietra, recinzioni di ferro, del terreno stesso, di certi alberi, pali e paletti di ferro, e di molti altri luoghi che non posso elencare qui.

Basti dire che questo Raggio Nero scintilla da punti specifici di muri in pietra, recinzioni di ferro, del terreno stesso, di certi alberi, pali e paletti di ferro, e di molti altri luoghi che non posso elencare qui. Basti dire che scintilla meglio da alcuni materiali e, quando raggiunge l’intensità massima, si innalza sopra il terreno formando uno scudo o una corona di bellissima nitidezza.

All’interno di questi recinti naturali di energia si può sperimentare una gamma di sensazioni molto significativa. In effetti, dentro uno scudo energetico di questo tipo si comprende la validità di molte antiche concezioni dei mondi dell’esperienza, che si incontrano e interagiscono nell’immensità dello Spazio. È possibile trovare zone di pura bellezza o di pura forma; queste, insieme ad altre importanti esperienze, raggiungono la massima intensità in posizioni specifiche.

L’angolazione di queste energie dirette è fondamentale. Si può davvero guardare verso l’alto attraverso uno scudo simile, nelle profondità dell’Immensità, e ricevere grandi e improvvise ondate di conoscenza trascendente. Il profondissimo contenuto emotivo di questi impulsi personali continui non può mai essere descritto adeguatamente. Soltanto vivendoli si può cogliere il vero senso di fusione con le energie telluriche.

Da questi ambiti dell’esperienza sono emerse alcune scoperte più recenti, che potrebbero portare a una comprensione autentica e fondamentale di molti misteri scientifici sui quali ci siamo concentrati a lungo. Abbiamo dedicato studi dettagliati a determinate scoperte e progetti perché erano granelli di pura esperienza, generati ex nihilo nelle menti dei loro inventori. Sono messaggi, oltre che macchine magnifiche, che lo Spazio stesso ci invia. Per questo portano inscritto in sé quel senso di mistero, insieme a una bellezza espressiva e a una forma indescrivibili. Sono punti di appoggio dai quali le menti degli esseri senzienti possono attingere esperienza. Ne siamo rimasti affascinati, perché sono oggetti mitologici.

Mentre osservavo lungo una vena tellurica principale, che ho individuato vicino a casa mia, iniziarono a manifestarsi con crescente regolarità alcuni fenomeni visivi e mentali che vorrei ora descrivere. La vena principale passa davanti alla finestra della mia cucina seguendo un percorso angolato. Si mantiene quasi lungo la strada principale, che prosegue in lontananza. Molti di noi riconoscono che le «linee ley» diventano spesso, più o meno, queste strade principali nelle vicende umane, ma non ci addentreremo in uno studio dettagliato del fenomeno. Né parleremo ulteriormente dei molti modi in cui l’energia tellurica si rivela a progettisti e costruttori, che danno nomi come «Woodrow», «Odell», «Lelane» e simili alle strade coincidenti con la geometria locale della Terra.

Questi nomi mi hanno spesso divertito quando li incontravo, ma trovo che le energie a essi associate siano molto di più. Stavo studiando alcune geometrie e i loro effetti sull’energia del Raggio Nero. Mi sentivo inoltre meravigliosamente attratto dallo studio dei vari materiali che, disposti secondo certe geometrie, avrebbero influenzato la ricettività e l’esperienza del partecipante nell’ambito energetico descritto. Osservando l’energia del Raggio Nero lungo quella strada-vena, fui colto all’improvviso da una serie di «ondeggiamenti» visibili, improvvisi e regolari.

Immaginate di osservare una normale scena notturna e di vedere increspature nere, delicatissime, scendere dallo Spazio nel terreno. Non si susseguivano regolarmente, né erano separate da me, «là fuori». Ero profondamente parte di quella sensazione. L’esperienza, infatti, era totale: le distinzioni fra osservatore e partecipante si dissolvevano. Più tardi, in uno stato di grande entusiasmo, cominciai a cercare di capire se fosse possibile intensificare l’effetto. Scoprii che questi effetti non venivano mai percepiti con forza lontano dall’Asse della Vena. Scoprii anche che, proprio per questo, non venivano mai segnalati, per mancanza di osservazioni costanti.

 

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